Altra notte di terrore a Tripoli, 15 morti e seri danni alle abitazioni

Di Vanessa Tomassini.

Un’altra notte di terrore a Tripoli, dove i gruppi armati si sono scontrati incessantemente con armi pesanti ed artiglieria leggera lungo la Spring Vallery, Khalet al-Furjan ed in prossimità dell’aeroporto di Mitiga dove l’elettricità è saltata poco dopo la mezzanotte. Il Consiglio Presidenziale, guidato da Fayez al-Serraj, continua a chiedere un cessate il fuoco con urgenza senza alcun successo ed ha chiesto alla Missione delle Nazioni Unite in Libia e alla Comunità Internazionale di informare il Consiglio di Sicurezza degli eventi sanguinosi nella capitale e di intervenire in maniera più decisa per la protezione dei civili e delle loro proprietà.

Le esplosioni hanno terrorizzato i residenti nella zona del mercato del venerdì ed alcune case sono state danneggiate da mine vaganti in Arada, nei pressi di Suq al-Juma. In una delle notti peggiori della capitale libica, l’Inviato delle Nazioni Unite Ghassan Salamè, che ha rinunciato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York per portare avanti gli sforzi della missione nel raggiungere una tregua, ed il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, hanno condannato fermamente le violazioni del cessate il fuoco e continuano ad avvisare i responsabili di sanzioni internazionali per il mancato rispetto del diritto umanitario e delle norme che disciplinano il conflitto.

Il direttore dell’ufficio informazioni del ministero della Salute, Wadad Boualniran, ha dichiarato che almeno 15 persone sono morte nei pesanti scontri di ieri, mentre ci sarebbero dozzine di feriti, aggiungendo che molti dei ricoverati nell’ospedale di Tripoli sono in gravissime condizioni e che i dati non tengono conto dei casi ricevuti dall’ospedale Al-Sbaya, di Tarhouna e dalla clinica Al-Aafia perché il ministero non è stato in grado di ottenere delle statistiche certe. Il numero delle vittime dal 26 settembre sale quindi a 106.

 

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