Tripoli Protection Force vs Settima Brigata: 1-0 ma nessun vincitore

Di Vanessa Tomassini.

Una coalizione di brigate della capitale, meglio nota come Tripoli Protection Force, nel pomeriggio ha annunciato di essere riuscita a riprendere il controllo del campo Yarmouk, occupato dalla Settima Brigata, la quale ha smentito la sconfitta nei combattimenti, precisando che il ritiro dalla zona era stato pianificato nel quadro del cessate il fuoco. La settima Brigata fanteria, al Kaniat, ha anche annunciato di essere in attesa della “ora zero”, ossia del “via” per liberare Tripoli dalle milizie, o meglio per scatenare l’inferno che i residenti sono costretti a vivere da 3 settimane. La Tripoli Protection Force raccoglierebbe al suo interno la Brigata dei Rivoluzionari (TRB), la sicurezza centrale di Abu Selim (Ghani), la brigata Alnawasi e le forze speciali di deterrenza (Kara).

Il gruppo aveva annunciato in mattinata l’operazione “Badr” contro la Settima Brigata e i suoi alleati, considerati dei barbari criminali. Malgrado le smentite, secondo nostre fonti vicine alla sicurezza centrale di Abu Selim, sembrerebbe che gli uomini guidati dai fratelli al-Kaniat, abbiano subito un duro colpo e molti di loro sarebbero stati fatti prigionieri. Le stesse fonti hanno confermato che 3 civili sarebbero rimasti uccisi per colpa di proiettile e mine vaganti nell’area della Spring Valley, Wadi al Rabie, a sud di Tripoli. Nel quadro di alleanze e false amicizie tra le varie milizie, il maresciallo Khalifa Haftar, capo del Libyan National Army è tornato a negare ogni suo coinvolgimento negli eventi della capitale, sebbene non esclude un intervento dell’esercito nel momento che riterrà opportuno.

Nel frattempo, il ministro di Stato per gli Sfollati ed i Rifugiati del Governo di Accordo Nazionale, Yousef Abubakr Jalal, ha confermato che sono in aumento le famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni per via degli scontri armati. I volontari della Mezzaluna Rossa libica sono riusciti ad evacuare 21 famiglie dall’altopiano agricolo sebbene le milizie, fuori da ogni controllo, non hanno permesso la creazione di corridoi umanitari sicuri per la messa in sicurezza dei civili. Anche il portavoce del pronto soccorso di Tripoli ha fatto appello alle varie fazioni affinchè venga garantito il soccorso dei civili, i volontari ci hanno confermato di aver ricevuto, non solo molte chiamate di emergenza, ma anche diverse segnalazioni di cadaveri nelle aree degli scontri.

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