Di Vanessa Tomassini.

Dopo l’iniziale avanzata della Settima Brigata Fanteria dei fratelli Kani, ieri l’ingresso delle Forze Speciali Deterrenti che avevano tenuto un profilo basso, sembra aver dissipato i timori di un imminente rovesciamento del Governo di Accordo Nazionale, riuscendo a far indietreggiare la Brigata di Tarhouna ad Ain Zara. Dopo una settimana in cui la Guardia Presidenziale e i gruppi armati del Ministero dell’Interno sembravano disorganizzati ed inermi, l’entrata in scena della Forza Anti Terrorismo di Misurata e delle truppe di Imad Trebelsi da Zintan sembra aver consentito un migliore sforzo difensivo delle milizie allineate al Governo, che hanno ripreso pieno controllo del centro di Tripoli. Lo scontro tra le milizie affiliate al governo di Serraj e l’opposizione ha avuto conseguenze terribili per la popolazione nella periferia sud, dove i cittadini stanno vivendo scene ancor peggiori di quelle vissute nel 2011, il cui ricordo viene riportato alla mente non solo dai suoni delle bombe, dal rumore delle sparatorie e dallo scenario di devastazione, ma anche dall’assenza dei social network, unica finestra sui fatti per migliaia di persone, già messe alla prova per l’assenza di elettricità che si prolunga fino a 14 ore.

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Le forze di sicurezza allineate al Governo di Serraj hanno pieno controllo delle strade del centro, Tripoli, 3 settembre 2018

Come anticipato ieri, il Ministro di Stato per i Rifugiati e gli Sfollati, Yousef Jalala, ha confermato che Tripoli sta soffrendo della mancanza di centri di riparo per le persone sfollate dalle aree di conflitto ad Ain Zara ed Abu Selim, dove oltre mille famiglie sono ostaggio del conflitto armato. Negli ultimi 2 giorni la Libyan Red Crescent ha ricevuto oltre 2000 chiamate di emergenza da persone in difficoltà nelle aree degli scontri. Un bambino soldato è rimasto vittima in una sparatoria. Secondo i volontari della Libyan Red Crescent, domenica 75 famiglie sono arrivate incolumi in luoghi sicuri, malgrado l’assenza di corridoi umanitari. Volontari, medici, paramedici ed ambulanze sono diventati ancora una volta un target dei razzi indiscriminati di “milizie criminali” che hanno infranto qualsiasi norma del diritto internazionale che disciplina il conflitto. Jalala ha detto che “è impossibile avere dei numeri certi in questo momento per via del caos, tuttavia ci aspettiamo ancora più vittime civili per via degli scontri intensi a partire da Green Plateau e l’area dell’altopiano del progetto agricolo”. Nel frattempo la Mezzaluna Rossa e gli scout continuano a lavorare e portare aiuto alle famiglie malgrado la totale assenza di sicurezza, la mancanza di mezzi e il continuo aumento degli sfollati.

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Gli scout portano aiuti agli sfollati, Tripoli, 2 settembre 2018

Critiche le condizioni dei 119 feriti nelle cliniche e nei pronti soccorsi a Tripoli presi d’assalto. Tra questi, abbiamo raggiunto i ragazzi feriti dell’Hotel al-Waddan, colpito domenica mattina all’alba da una granata. Un uomo dello staff di sicurezza è in gravi condizioni, mentre un altro ha già subito un intervento all’osso pelvico e dovrà sottoporsi ad altri due interventi per fratture alla gamba. Oggi a mezzogiorno è atteso un incontro allargato tra le parti organizzato dalle Nazioni Unite per cercare di raggiungere un compromesso pacifico che ripristini la calma. Mentre sui social e su alcuni giornali, l’Italia accusa la Francia per i suoi insuccessi, noi preferiamo ascoltare le parole di Ahmed, coordinatore della Mezzaluna Rossa che ci dice: “pregare per qualcuno a sua insaputa è già una risposta. Quando non possiamo fare nulla, le preghiere e i buoni auspici sono già qualcosa”.

 

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