Di Vanessa Tomassini.

Il bilancio delle vittime degli scontri a Tripoli continua a crescere. Secondo un comunicato del ministero della Salute del Governo di Accordo Nazionale, da domenica a giovedì, 30 persone sono morte a causa dei combattimenti, 96 sono i feriti ricoverati in più o meno gravi condizioni nelle cliniche e negli ospedali della capitale. Inascoltati gli appelli della Libyan Red Crescent e della Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil), che hanno invitato tutte le parti in conflitto a prendere ogni precauzione necessaria a prevenire ulteriori vittime civili e cessare tutte le ostilità. Unsmil ha ricordato che gli attacchi indiscriminati contro la popolazione possono essere perseguibili come crimini di guerra dal diritto internazionale.

Secondo UNHCR, almeno 35 famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case in Ain Zara, Kahla al-Furjan, Salahuddin trovando ospitalità in una scuola a Tripoli. Ieri una famiglia è stata distrutta da una granata vagante dei miliziani nell’area di Furjan, uccidendo due bambini. Mustafa al-Hashayshi e Hassan Hamza, due giovani volontari della Libyan Red Crescent, sono rimasti uccisi nella stessa zona mentre cercavano di portare aiuti alle famiglie.

 

Trecento migranti sono stati evacuati dal centro di detenzione di Ain Zara, circondato dalle milizie, in un’operazione coordinata da UNHCR, l’organizzazione internazionale per i migranti (IOM), Medici Senza Frontiere, l’ufficio di coordinamento degli Affari Umanitari e l’agenzia anti-immigrazione illegale, che li hanno trasferiti al centro di detenzione di Abu Selim. La Settima Brigata del Ministero della Difesa, oramai fuori controllo, si è chiamata fuori dall’accordo per il cessate il fuoco. La forza esterna della regione militare centrale, guidata da Osama al-Juwaili di Zintan e Mohammed el-Haddad di Misurata, ha dichiarato che non si schiererà con alcuna fazione e che il suo compito è quello di riportare la calma nella regione. Ha spiegato che, pur essendo pronta, non è potuta intervenire per l’escalation di violenza ed il fallimento dell’accordo per il cessate il fuoco.

In questo video girato da un ragazzo sul posto si sente chiaramente il rumore delle esplosioni a ridosso delle abitazioni.

 

 

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