Come era immaginabile, la Camera dei Rappresentanti non è riuscita ad emanare la legge referendaria per il progetto di costituzione permanente della Libia. Il presidente del parlamento orientale, Aguila Saleh Issa, ha dovuto sospendere la sessione di voto sulla bozza di legge per il referendum per via delle forti divergenze d’opinione tra diversi parlamentari, che hanno dato vita a discussioni molto animate con diverse interruzioni dei lavori.

Il primo scoglio, incontrato già ieri durante la difficile lettura della bozza, nella prima sessione di circa 52 minuti, è stato l’articolo 8 della legge sul referendum. Oggi i membri della Camera, invece, si sono scontrati sull’articolo V e III che prevedono la divisione in tre collegi elettorali, Tripoli, Cirenaica e Fezzan, stabilendo che è necessario almeno due terzi con almeno il 50 per cento più un voto, in ognuna delle tre regioni, affinchè la Costituzione passi.

Molti membri della Camera ritengono che il quorum dovrebbe essere rappresentato dai due terzi del totale degli elettori registrati e che la creazione di tre regioni separate e il 50 per cento più uno siano scelte “incostituzionali”.

 

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