Come risultato della divisione politica, gli ufficiali dell’esercito libico orientale sospendono la loro partecipazione al JMC 5+5

I rappresentanti dell’esercito libico orientale sotto il comando del feldmaresciallo Khalifa Haftar in seno al Comitato militare congiunto (JMC 5+5) hanno deciso di sospendere i negoziati con la loro controparte occidentale in segno di protesta contro il premier Abdel Hamid Dabeibah in seguito al mancato pagamento di quattro mesi di stipendio. In una dichiarazione trasmessa dai principali canali libici, i cinque ufficiali hanno sottolineato che i membri delle forze armate arabe libiche non hanno ricevuto i pagamenti spettanti neanche in occasione del mese sacro del Ramadan.

Si ricorderà che il comitato militare congiunto è stato formato nel 2020 ed ha messo fine ai combattimenti grazie ad un accordo di cessate il fuoco, gettando le basi per l’unificazione dell’establishment militare e lo smantellamento di gruppi armati fuori dal controllo statale. Tuttavia gran parte degli accordi e delle raccomandazioni del JMC 5+5 sono rimaste inascoltate da Abdel Hamid Dabaiba, a capo del governo di unità nazionale, scaduto lo scorso 24 dicembre, data in cui si sarebbero dovute tenere le elezioni.

Dabaiba – che si è finora rifiutato di cedere il potere a Fathi Bashagha, forte del sostegno di alcune agenzie di sicurezza- è accusato dai militari di Haftar di corruzione, violazione dell’accordo politico di Skhirat del 2015, ostacolo al lavoro del loro comitato e rifiuto di passare le consegne al premier designato dalla Camera dei Rappresentanti.

I cinque ufficiali hanno invitato il generale Haftar a prendere misure drastiche come bloccare le esportazioni di petrolio e la strada costiera che collega le regioni occidentali e orientali della Libia, fermare i voli interni tra le due aree e cessare ogni cooperazione con il governo di unità nazionale. Finora il comando generale dell’esercito non si è pronunciato su tali richieste. Si ricorderà che la chiusura dei voli interni come ha precedentemente fatto Dabaiba, rappresenta una grave violazione dei diritti umani che causa ai cittadini non poche sofferenze. Le Nazioni Unite e la Comunità internazionale hanno già espresso in passato le proprie raccomandazioni a favore della neutralità della NOC e delle altre istituzioni sovrane della Libia da cui dipende il benessere di tutti i libici.

In passato Dabaiba aveva già sospeso i pagamenti per l’esercito orientale, dando come motivazione la mancata comunicazione dei numeri nazionali dei militari. L’esercito libico orientale aveva chiarito già il mese scorso che, nonostante i numeri nazionali dei suoi affiliati, fossero stati comunicati e validati dal registro civile di Bengasi i pagamenti non erano stati riavviati dal Governo centrale.

Dall’altra parte, il maggiore generale Mustafa Ali Yahya rappresentante dell’esercito libico occidentale nello stesso comitato, commentando la posizione dei colleghi della regione orientale ha affermato che questa non rifletterebbe la posizione del Comitato militare nel suo insieme, nè la verità delle loro opinioni, ma è piuttosto il risultato delle pressioni a cui sono stati esposti a causa di una forte polarizzazione della scena politica.

Yahya ha aggiunto, in una dichiarazione rilasciata domenica, che la chiusura del petrolio, dello spazio aereo e la chiusura delle strade non influenzeranno in alcun modo i partiti politici in conflitto, ma solamente il cittadino direttamente, in modo negativo, netto e rapido, sottolineando che il JMC 5+5 non smetterà di lavorare per rimuovere lo spettro della guerra e alleviare le sofferenze dei libici. Yahya ha rinnovato la sua adesione, così come quella dei membri del comitato della regione occidentale, all’opzione di tenere elezioni in modo celere, ponendo fine allo stato di conflitto sulla legittimità delle attuali istituzioni.

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