Libia e COVID-19: Francia e Tunisia in cerca di soluzioni condivise

Il ministro degli Affari Esteri tunisino, Noureddine El-Rai, e il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian, hanno tenuto colloqui telefonici incentrati sulla situazione in Libia e il coordinamento delle posizioni per fermare i combattimenti, dopo che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito a raggiungere una posizione condivisa che chieda un cessate il fuoco a causa delle differenze tra Cina e Stati Uniti.

Il Ministero degli Affari Esteri tunisino ha spiegato in una nota che il ministro Noureddine Al-Rai ha confermato la solidarietà internazionale nell’attivare il ruolo delle Nazioni Unite e dei suoi vari organi per affrontare gli effetti del Coronavirus, e l’iniziativa della Tunisia di tradurre questo appello in un progetto di risoluzione internazionale per affrontare le sfide globali.

I due ministri hanno sottolineato la necessità di proseguire il coordinamento diplomatico tra i due paesi per ottenere una risoluzione in seno al Consiglio di sicurezza che rispondesse alle aspirazioni dell’intera comunità internazionale. Le due parti hanno ribadito la necessità di aderire alla legittimità internazionale in Libia, verso una soluzione politica consensuale al fine di ripristinare la sicurezza e la stabilità nel paese vicino e fratello.

La Francia ha presentato per la seconda volta con la Tunisia, come membro non permanente del Consiglio di sicurezza, un progetto rivisto che chiede un cessate il fuoco negli hotspot dei conflitti per aiutare i paesi interessati a combattere il COVID-19, prima che Estonia e Germania intervenissero martedì scorso, proponendo un progetto di decisione concorrente che sosteneva la posizione americana verso la Cina, per indagare sulle origini del virus in maniera indipendente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). 

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