Interessi turchi in Libia, Serraj accetta l’invito di Erdogan

Il presidente del Consiglio del Governo libico di Accordo Nazionale (GNA) con base a Tripoli, Fayez al-Sarraj, ha discusso con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, i passaggi esecutivi dei memorandum d’intesa firmati tra le due parti il ​​27 novembre 2019, e le relazioni bilaterali tra i due paesi .

In una conversazione telefonica di domenica sera, Erdogan ed Al-Serraj hanno affrontato gli ultimi sviluppi in Libia, le ripercussioni della guerra a Tripoli e una serie di fascicoli di cooperazione e questioni di interesse comune.

L’ufficio stampa del presidente del Consiglio ha rivelato che Al-Sarraj ed Erdogan hanno esaminato gli sforzi compiuti da entrambi i paesi per affrontare la pandemia di Coronavirus, e i passi da intramprendere per realizzare i due memorandum d’intesa firmati in novembre 2019, sulla sicurezza e la cooperazione militare, e controllo esclusivo del Mediterraneo orientale.

Secondo l’ufficio stampa, al termine della chiamata al-Serraj ha accettato l’invito di Erdogan a visitare la Turchia. ringraziando e riservandosi di fissare la data del suo viaggio in un secondo momento.

Muzaffer Aksoy, presidente del Consiglio economico turco-libico, ha precedentemente rivelato in una intervista a “Reuters” che Serraj si sarebbe impegnato, in cambio del sostegno militare turco, a risarcire i danni economici subiti da Ankara in Libia con l’inizio del conflitto del 2011.

Ciò prevede una lettera di garanzia da 1 miliardo e 500 milioni di dollari per i danni a macchinari e attrezzature e debiti non pagati di 1,2 miliardi. Con gli attuali progetti in Libia sospesi a causa dei combattimenti, l’arretrato di lavori turchi in Libia ammonta a 16 miliardi di dollari, compresi 400-500 milioni per progetti che non sono ancora iniziati, ha aggiunto Aksoy.

Nonostante l’interruzione, il commercio libico-turco rimane sostenuto, con le esportazioni turche che raggiungono i 2 miliardi all’anno e le importazioni a 350 milioni. Gli accordi tra Tripoli ed Ankara consentiranno inoltre ad Erdogan di avviare trivellazioni nel Mediterraneo orientale, anche a danno di Paesi terzi, compresi Egitto, Cipro, Grecia, Italia e Francia.

L’Unione europea ha rigettato tali Memorandum poichè in violazione del diritto internazionale.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: