La Turchia considera la missione EUNAVOFORMED IRINI come illegale

Il ministro della Difesa turco, Khulusi Akar, ha dichiarato venerdì che la missione dell’Unione Europea per monitorare la fornitura di armi alla Libia, EUNAVFORMED IRINI, non è conforme al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite, descrivendola come una missione di sostegno all’esercito nazionale libico, sotto il comando del generale Khalifa Haftar.

Il un discorso alla stampa, il ministro turco ha espresso la speranza che i Paesi europei riconsidereranno il processo e prenderanno in considerazione questi problemi, sottolineando che il Governo di Accordo Nazionale (GNA) non ha richiesto un tale processo. Per tanto per Akar la MISSIONE EUNAVFORMED IRINI, senza l’approvazione del governo legittimo è illegale.

Il portavoce della Commissione europea per gli Affari Esteri, Peter Stano, ha precedentemente risposto alle critiche alla missione IRINI, spiegando che l’Unione europea non ha una soluzione magica alla crisi libica e che il processo è solo un contributo agli sforzi internazionali per raggiungere l’obiettivo: garantire l’attuazione di una decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha vietato le forniture di armi alla Libia. I precedenti rapporti degli esperti ONU avevano raccomandato ai Paesi europei di condurre ispezioni in mare per controllare i traffici di armi verso la Libia, compresa la fornitura di mezzi e materiale esplosivo ai gruppi terroristici.

La missione EUNAVFORMED IRINI prende il posto della precedente SOPHIA che, secondo il panel of experts delle Nazioni Unite, non era stata in grado di condurre queste ispezioni in mare non avendo un assetto adeguato. Il 2 gennaio 2020 il parlamento turco ha ratificato un memorandum, presentato dalla presidenza, per inviare le forze turche in Libia e conferire loro un mandato rinnovabile di un anno. La Turchia è anche accusata di reclutare mercenari siriani, compresi minori, per combattere in Libia.

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