Ankara colpirà l’esercito libico se continua a minare i suoi interessi in Libia

Di Ali Ahmed.

Domenica, il ministero degli Esteri turco ha dichiarato che considererà le forze dell’esercito nazionale libico (LNA) guidate dal generale Khalifa Haftar come obiettivi legittimi se continueranno ad attaccare i suoi interessi ed uffici di rappresentanza in Libia.

Il Ministero degli Affari Esteri di Ankara ha indicato che l’esercito libico ha intensificato gli attacchi contro i civili e le infrastrutture, in particolare nella capitale Tripoli, senza discriminazioni. Secondo la dichiarazione, le forze del generale Khalifa Haftar hanno sparato più di 100 missili il 9 maggio, oltre all’intenso fuoco di artiglieria nei quartieri residenziali di Tripoli.

Mentre il presidente libico Fayez al-Serraj ha accusato l’LNA di aver preso di mira civili con almeno 100 missili, i video diffusi sui social network dai residenti mostrano le milizie di Tripoli trasportare armi e attrezzature militari in aree residenziali, usando i residenti come scudi umani. Il diritto internazionale umanitario richiede che le parti adottino tutte le misure necessarie in caso di conflitto, seguendo il principio di distinzione tra aree civili e obiettivi militari.

Il ministero degli Esteri turco ha aggiunto che gli ultimi attacchi dell’LNA hanno preso di mira missioni diplomatiche, tra cui la loro ambasciata a Tripoli, l’aeroporto di Mitiga, aerei civili in partenza e altre infrastrutture, provocando l’uccisione e il ferimento di civili. Il portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, ha accusato invece le milizie di questi attacchi. “Lo abbiamo già visto a Derna e Bengasi, utilizzano questi attacchi per condizionare l’opinione pubblica”. Ha affermato al-Mismari.

Va detto inoltre che l’aeroporto di Mitiga continua ad essere una base logistica – militare, oltre ad ospitare al suo interno una prigione che lo rende target di ripetuti bombardamenti da entrambe gli schieramenti nel tentativo di liberare i propri compagni, come precedentemente riferito dal gruppo di esperti delle Nazioni Unite.

Ankara ritiene inaccettabile che le Nazioni Unite rimangano passive di fronte a questa brutalità, aggiungendo che è responsabilità della comunità internazionale fermare il “criminale” Haftar, accusandolo di uccidere il suo popolo, compresi bambini, donne e anziani, durante il mese sacro del Ramadan e l’emergenza COVID-19.

Il ministero turco ha anche incolpato i Paesi che hanno fornito sostegno militare, finanziario e politico al maresciallo Haftar per le sofferenze, il caos e l’instabilità in Libia.

La dichiarazione ha concluso sottolineando che la Turchia continuerà a sostenere il governo di Tripoli come “fratello amico”, usando tutti i mezzi a sua disposizione. Giovedì scorso, due granate a propulsione sono atterrate sul parco Tariq Al-Shat a Zawiya Dahmani, nella piazza dove si trovano la sede della radio, il Ministero degli Affari Esteri, l’Al-Mahary Hotel, l’ambasciata turca e la residenza dell’ambasciatore italiano, con vista sulla Corniche della capitale libica.

La Turchia ha già reclutato e inviato migliaia di mercenari per combattere in Libia, trasferendoli dalle città siriane e ha anche condotto decine di attacchi ad ala fissa con droni pilotati a distanza che hanno causato centinaia di vittime e feriti tra i civili.

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