LNA nega responsabilità degli attacchi che hanno coinvolto gli ambasciatori di Italia e Turchia

Di Vanessa Tomassini.

Il portavoce dell’esercito nazionale libico (LNA), Amhed Al Mismari, ha negato qualsiasi responsabilità del comando generale delle forze armate del feldmaresciallo Khalifa Haftar nell’attacco di ieri sera nell’area delle residenze delle rappresentanze diplomatiche di Italia e Turchia, nella capitale Tripoli.

L’LNA ha accusato le milizie affiliate al Governo di Accordo Nazionale (GNA) di questi atti compiuti al fine di condizionare l’opinione pubblica internazionale contro l’LNA.


“Il comando generale nega categoricamente di compiere questi atti che contravvengono alle convenzioni, alle leggi e agli usi internazionali”, scrive in una breve nota pubblicata sulla sua pagina facebook Ahmed al Mismari.

“Nel suo cammino verso Tripoli, il Comando generale dell’Esercito nazionale libico si è impegnato direttamente a proteggere le sedi diplomatiche, le ambasciate straniere e le sedi di organismi e missioni internazionali nella capitale, nonché le sedi di società straniere e le istituzioni statali”.

Ha aggiunto il portavoce sottolineando che sarebbero invece “i gruppi terroristici quelli che non esitano a commettere odiosi crimini e queste azioni contro ambasciate straniere e organismi internazionali al fine di condizionare l’opinione internazionale contro l’esercito nazionale libico e contro gli obiettivi della guerra che sta combattendo contro terroristi e criminali. Gli attacchi che abbiamo visto ieri contro alcune ambasciate a Tripoli rientrano in questo ambito”.

Anche la Farnesina, seguendo un comunicato del Ministero degli Esteri di Tripoli, aveva accusato le “forze haftariane”, mentre la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha evitato di menzionare le responsabilità in quanto entrambe le parti sarebbero state in grado di condurre gli attacchi.

È paradossale come l’episodio sia stato strumentalizzato politicamente quando in Libia decine di attacchi contro i civili vengono riportati quotidianamente. A Tarhouna raid aerei stranieri che sostengono il GNA hanno di recente causato prolungate interruzioni di corrente, portando alla morte di almeno 5 pazienti ricoverati nell’ospedale locale non potendo accedere alle cure di dialisi necessarie.

Secondo gli ultimi dati pubblicati da UNSMIL, tra il 1 ° gennaio e il 31 marzo 2020, sono state documentate almeno 131 vittime civili, 64 morti e 67 feriti, in tutta la Libia.

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