GNA : “siamo determinati a difenderci e a colpire i focolai della minaccia in tutta la Libia”

Di Ali Ahmed.

“Vorremmo chiarire e assicurare alla comunità internazionale, e in particolare ai paesi amici interessati alla questione libica, che siamo stati e continuiamo a impegnarci per (evitare ndr) lo spargimento di sangue dei libici, e da questo punto di vista abbiamo dichiarato di attenerci alla risoluzione 2510 del 2020 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che rafforza i risultati della conferenza di Berlino e stabilisce la cessazione delle ostilità e la protezione dei civili, abbiamo anche unilateralmente firmato il cessate il fuoco proposto sia dalla Russia che dalla Turchia”. Ha dichiarato il Consiglio presidenziale del Governo libico di Accordo Nazionale (GNA) con base a Tripoli.

“Sfortunatamente – aggiunge – le violazioni documentate dell’aggressore sono aumentate dall’emissione della risoluzione del Consiglio di sicurezza e le sue milizie non hanno mai smesso di bombardare i quartieri residenziali nella capitale, Tripoli, e dozzine di civili sono stati uccisi e le loro case distrutte”. Il Consiglio presidenziale rappresentato dal premier Fayez al-Serraj ha affermato inoltre che “nonostante queste violazioni, abbiamo nuovamente accettato la tregua umanitaria richiesta da molte organizzazioni internazionali e regionali per proteggere i nostri cittadini e tutti i residenti in Libia, in particolare a causa della pandemia di Coronavirus”.

La nota ricorda, riferendosi al comandante del Libyan National Army, che “queste violazioni non ci fanno mai fidare di chi dichiara la tregua, perché è abituato al tradimento, e ciò che l’aggressore ha annunciato due giorni fa, circa il colpo di stato contro l’accordo politico e le istituzioni legali conferma che non abbiamo di fronte un partner per la pace, ma una persona assetata di sangue e ossessionata. Qualsiasi cessate il fuoco, il monitoraggio delle violazioni e il raggiungimento di una vera e propria tregua richiede sponsorizzazioni internazionali, garanzie e meccanismi attraverso i quali attivare il lavoro del comitato 5 + 5 supervisionato dalla Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia”.

Il Consiglio presidenziale di Tripoli conclude dichiarando: “In questo momento, affermiamo la nostra ferma posizione legittima di continuare a difenderci, colpire i focolai della minaccia ovunque esistano e porre fine ai gruppi fuorilegge che sottovalutano la vita dei libici in tutto il paese. In questa occasione, possiamo solo accogliere tutte le posizioni nazionali in tutte le parti della Libia, che hanno annunciato il loro rifiuto della militarizzazione dello stato, chiedendo al contrario uno Stato civile e democratico”.

La dichiarazione giunge in risposta all’annuncio del portavoce dell’LNA di accettare una tregua umanitaria di un mese. Va detto che entrambe le parti si accusano a vicenda di violare la tregua, di voler raggiungere uno Stato civile e democratico, così come fanno leva su un sostegno popolare che non è dimostrabile fino a quando i libici non verranno messi in condizione di esprimere la propria volontà attraverso il voto.

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