Confermato il primo caso di COVID-19 in Libia tra nuove offensive militari

Di Vanessa Tomassini.

La Libia ha registrato il primo caso di Coronavirus, covid 19, sul suo territorio. Ad annunciarlo, martedì 24 marzo 2020, è stato il direttore del National Center for Disease Control ed è stato confermato oggi dal Ministero della Salute del Governo di Accordo Nazionale, con base a Tripoli, e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quest’ultima ha sottolineato l’importanza di cessare i combattimenti per permettere alle autorità locali e ai loro partner internazionali di rispondere alla pandemia.

Secondo il centro, tutti coloro che avevano avuto contatti con il cosiddetto “paziente zero” sono stati messi in quarantena a partire dalle prime ore del mattino di mercoledì. In una breve nota il National Center for Disease Control ha dichiarato di aver visitato la residenza del paziente e di aver prelevato 26 campioni di laboratorio per l’analisi dei familiari che al momento non mostrerebbero problemi respiratori. Secondo le autorità libiche il paziente sarebbe attualmente stabile e sta ricevendo le cure necessarie presso l’ospedale centrale di Tripoli.

Nonostante le preoccupazioni, la notizia è stata ricevuta dalla popolazione in modo sospetto in quanto coincisa col lancio di un attacco su più assi da parte delle forze affiliate al Governo di Accordo Nazionale (GNA) contro l’esercito libico nazionale (LNA) sotto il comando del feldmaresciallo Khalifa Haftar, in risposta ai pesanti bombardamenti di ieri. Le milizie e i gruppi armati di Tripoli su ordine di Osama al-Juwaili, hanno sferrato un’offensiva denominata “Peace Storm” nel tentativo di recuperare la base aerea militare di Wutiya, ad ovest della capitale, controllata dall’LNA riuscendo a catturare diversi membri delle forze armate libiche. L’operazione è stata coordinata dagli ufficiali turchi in collaborazione con la sala operativa congiunta Vulcano di Rabbia.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: