Governo libico ad interim apre l’ambasciata a Damasco per impedire l’ascesa ottomana

Una delegazione del Governo libico “ad interim”, che ha in questi giorni ufficialmente spostato la sua sede a Bengasi da al-Beida, si è recata a Damasco, in Siria, per una visita ufficiale. Secondo un comunicato ufficiale della presidenza siriana, Bashar Al-Assad ha ricevuto lunedì Abdul Rahman Al-Ahirish, vice Primo Ministro, e Abdul-Hadi Al-Hawaij, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per discutere degli ultimi sviluppi in Libia e Siria, la battaglia dei due paesi contro il terrorismo e le interferenze straniere, in particolare della Turchia.

Il presidente Bashar Al-Assad e la delegazione del Governo libico orientale allienato con il Libyan National Army (LNA) hanno sottolineato che ciò che sta accadendo in Siria e in Libia è la stessa situazione e che la guerra al terrorismo non è solo una battaglia per i due paesi, soprattutto perché determinerà il destino della regione di fronte ai progetti che alcuni paesi stanno cercando di imporre loro, in particolare da parte del regime turco del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che continua a usare il terrorismo per raggiungere i propri interessi politici destabilizzanti dell’intera regione.

Dopo anni di impegno nella crisi siriana, la Libia è salita improvvisamente in cima all’agenda della politica estera di Ankara, dopo che Erdogan per la prima volta ha rivelato senza vergogna il diritto legittimo del suo paese di interferire a Tripoli, come parte del vecchio retaggio ottomano, dicendo alla fine di ottobre 2019 che “i turchi oggi sono nella loro geografia secondo la loro eredità ancestrale”. Al-Assad e le sue controparti libiche hanno discusso dell’attivazione della cooperazione bilaterale in tutti i campi, a partire dalle rappresentanze diplomatiche tra i due paesi, per rafforzare le relazioni tra i popoli libico e siriano, in modo reciprocamente vantaggioso per loro e migliorare gli elementi della loro fermezza nell’affrontare tutto ciò a cui sono esposti dalla Turchia e dai suoi alleati.

Finora Erdogan continua a proporre le sue politiche e dichiarazioni interventiste in Libia. Nonostante il rifiuto popolare in Libia e la morte di diversi membri delle forze turche, compresi ufficiali dell’intelligence di Ankara, Erdogan si ostina ad inviare equipaggiamenti e forze militari, che comprendono ribelli siriani e membri di organizzazioni terroristiche internazionalmente riconosciute, su richiesta del Governo libico di Accordo Nazionale (GNA).

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