Forze GNA negano l’uccisione di membri dell’esercito libico

Osama al-Juwaili, comandante della sala delle operazioni congiunte anti-Haftar, Vulcano di Rabbia, ha negato sabato che le forze affiliate al Governo di Accordo Nazionale (GNA) abbiano ucciso membri del Libyan National Army (LNA) che erano stati fatti prigionieri, sottolineando che tali pratiche non sono contemplate dall’etica delle forze governative applicata al trattamento dei prigionieri.

Venerdì sera, il portavoce dell’LNA, Ahmed Al-Mismari, aveva accusato i gruppi armati di Tripoli di aver liquidato un certo numero di soldati delle forze armate arabe libiche, caduti nelle loro mani con la partecipazione dell’esercito turco. Al-Mismari aveva affermato che tra le persone che sarebbero state uccise vi erano anche alcuni militari feriti.

Al-Juwaili ha affermato che le dichiarazioni di Al-Mismari rappresentano un disperato tentativo di giustificare un gran numero di morti nei combattimenti e l’incapacità del comando generale dell’esercito di Khalifa Haftar di informare le famiglie sulle sorti dei propri giovani. Dopo il fallimento del dialogo di Ginevra, respinto prima dalla Camera e dall’Alto Consiglio di Stato, poi dagli stessi gruppi armati di Tripoli, la violenza è riesplosa nella capitale libica con il bombardamento di aree residenziali e dell’aeroporto di Mitiga, la cui operatività procede ad intermittenza da giovedì sera.

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