La Tripoli Protection Force respinge qualsiasi base straniera in Libia

Alcuni leader della Tripoli Protection Force, una coalizione di milizie e gruppi armati che affermano di difendere la capitale dall’esercito libico di Khalifa Haftar, hanno annunciato giovedì sera in una conferenza stampa congiunta, il loro rifiuto di quella che hanno descritto come l’unicità della Missione delle Nazioni Unite, la decisione politica in Libia e la restrizione dei comitati di dialogo a un gruppo di persone che non rappresentano il popolo libico.

I leader delle milizie, il distretto militare di Tripoli, i direttori delle agenzie di sicurezza e le forze di supporto, compresa la direzione della sicurezza di Tripoli e i sindaci di alcuni comuni hanno rifiutato con fermezza la possibilità di basi militari straniere in Libia, condannando la recente richiesta del ministro degli Interni Fathi Pashaga di stabilire basi americane sul territorio libico.

La Tripoli Protection Force ha chiesto con forza di mettere fine a questa farsa, condannando anche il tradimento di alcuni dei leader che si sono sacrificati nella battaglia di Tripoli, in riferimento alla Brigata Nawasi, responsabile di sparizioni forzate, minacce, arresti arbitrari ed uccisioni extragiudiziali. I leader dei gruppi armati hanno anche criticato il recente forum tribale a Tarhouna, accusando i saggi e i notabili della Libia di incitare lo spargimento di sangue dei libici e la distruzione delle proprietà pubbliche e private.

La coalizione di milizie della Tripoli Protection Force ha affermato che l’unica preoccupazione dei Governi che si sono susseguiti in Libia è stata quella di soddisfare gli interessi e i desideri della comunità internazionale, invitando quest’ultima ad interagire con la Libia come Paese, senza condividerla tra individui e governi.

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