Tripoli, timori per una reazione delle milizie alle dichiarazioni di Pashagha

La Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) rileva con preoccupazione i tentativi di minare l’integrità delle istituzioni libiche, incluso il Ministero degli Interni. “Ribadiamo il nostro pieno sostegno alla riforma del settore della sicurezza e chiediamo l’applicazione della legge”. Ha detto la Missione in un tweet.

Dopo le dichiarazioni del ministro Fathi Pashagha sul ruolo pericoloso svolto dalle milizie a Tripoli e i problemi dell’intelligence libica, un membro della Brigata Nawasi, anche nota come 8va forza Nawasi, un gruppo armato con ideologia islamista che controlla ampie zone della capitale Tripoli, ha minacciato il Ministero dell’Interno e il Governo di Accordo Nazionale (GNA), accusandoli di aver portato terroristi siriani a Tripoli.

Va detto che gran parte delle milizie sono state sconfitte dalle operazioni militari del Libyan National Army (LNA) iniziate lo scorso 4 aprile. I gruppi armati della Tripoli Protection Force hanno perso molti uomini negli assi di combattimento di Tariq al-Matar, Ain Zara, Zawiya, Qasr Ben Gashir e in altri sobborghi a sud di Tripoli e non sono in grado di condurre attacchi sul terreno, ma continuano a difendere le proprie posizioni.

Per quanto riguarda le accuse della milizia Nawasi, il ministro degli Esteri del GNA Mohamed Siala ha spiegato che i combattenti siriani presenti a Tripoli sono in possesso di un passaporto turco e sono arrivati in Libia in sostegno e su richiesta del Governo ad Ankara.

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