Berlino: tutti d’accordo sull’embargo, a lavoro per cessate il fuoco duraturo

Di Ali Ahmed.

I leader di Russia, Turchia, Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Algeria ed Egitto, riuniti a Berlino per la Conferenza internazionale sulla Libia, hanno concordato di impegnarsi nel rispettare l’embargo sulle armi, come disposto risoluzioni delle Nazioni Unite. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato, in una conferenza stampa a termine dei lavori, che la tregua a sud di Tripoli e Misurata continuerà, rivelando inoltre la formazione di un comitato formato da 5 mebri per il Governo di Accordo Nazionale (GNA) e 5 membri per il Libyan National Army (LNA) che si incontreranno il prima possibile, forse già alla fine di questa settimana a Ginevra, per elaborare le basi per un cessate il fuoco duraturo.

Tutti i partecipanti, dunque, si sarebbero impegnati a non fornire più supporto militare, armi comprese, alle due fazioni in guerra. Il premier libico Fayez al-Serraj e il comandante in capo dell’LNA Khalifa Haftar avrebbero esaminato il documento finale, senza incontrarsi. I due si sarebbero interfacciati infatti solamente con i loro alleati internazionali e con la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL). Entrambi si sono impegnati a cercare una soluzione ai porti petroliferi chiusi e agli impianti la cui produzione è al momento sospesa.

“Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci siamo prefissati in merito al vertice della Libia a Berlino”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, sottolineando che le Nazioni Unite seguiranno il percorso di pace in Libia dal prossimo febbraio. Maas ha annunciato inoltre l’istituzione di un comitato di follow-up per garantire l’attuazione delle decisioni prese alla Conferenza odierna. Merkel ha sottolineato che tutti nella comunità internazionale hanno concordato la necessità di risolvere politicamente la crisi libica, secondo le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU rilevando che lo spirito prevalso nell’incontro di oggi è riuscito a proseguire su questa strada.

“Seguiamo tutte queste raccomandazioni e continueremo questo percorso fino a quando non vi sarà rispetto e sostenibilità per il cessate il fuoco”, ha dichiarato la cancelliera sottolineando che il conflitto, che è stato alimentato dai delegati, “deve finire rapidamente”. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, che hanno confermato l’impegno dell’Italia per la pace in Libia. “E’ giunto il momento per i libici di prendere una decisione sul futuro da soli, un futuro senza violenza sostenuto dalla parti esterne. Esortiamo tutte le parti a cogliere questa opportunità, attraverso la mediazione delle Nazioni Unite, per affrontare questioni politiche, economiche e di sicurezza che separano”. Ha dichiarato il segretario di Stato, Mike Pompeo.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha ribadito: “Oggi siamo qui per creare un ambiente internazionale che permetta agli stessi libici di riunirsi per trovare soluzioni. Il comunicato di Berlino ribadisce i principi fondamentali per la conservazione della pace e della sicurezza internazionali, come la sovranità e la non interferenza e il rispetto del diritto internazionale, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. “Dobbiamo passare dalle parole all’azione – ha aggiunto Guterres evidenziando che -la nostra credibilità come comunità di nazioni viene messa alla prova. Da parte mia, prometto che le Nazioni Unite sosterranno pienamente tutti gli sforzi per tradurre le parole in progressi concreti sul campo. Staremo con il popolo libico mentre lavorano per risolvere le loro differenze attraverso discussioni e compromessi in buona fede, tracciando un modo per un futuro più pacifico”.

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