L’UE respinge l’intervento turco in Libia

Di Redazione Speciale Libia.

Martedì in seguito all’incontro a Bruxelles, l’alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza comune e i ministri degli Affari Esteri di Francia, Germania, Italia e Regno Unito, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta con cui respinge l’intervento militare turco in Libia e qualsiasi azione unilaterale da parte di Paesi terzi.

“Di fronte alla preoccupante recente escalation militare in Libia e anche in vista del Consiglio Affari esteri in programma per venerdì 10 gennaio, ci siamo incontrati oggi a Bruxelles per riaffermare il nostro impegno a fermare immediatamente i combattimenti intorno a Tripoli e altrove e discutere su come l’UE può contribuire ulteriormente alla mediazione delle Nazioni Unite e al rapido ritorno ai negoziati politici”. Afferma la dichiarazione sottolineando che “l’UE è fermamente convinta che non esiste una soluzione militare alla crisi libica e che un conflitto prolungato porterà solo più sofferenza alla gente comune, aggravando le divisioni, aumentando il rischio di spartizione, diffondendo l’instabilità in tutta la regione e aggravando la minaccia di terrorismo. Una cessazione immediata delle ostilità è quindi cruciale”.

Secondo i ministri europei “tutti i membri della comunità internazionale devono rispettare e far rispettare rigorosamente l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite. La continua interferenza esterna sta alimentando la crisi. Quanto più i partiti guerrieri libici fanno affidamento sull’assistenza militare straniera, tanto più danno agli attori esterni un’indebita influenza sulle decisioni sovrane libiche, a scapito degli interessi nazionali del paese e della stabilità regionale”.

In particolare, in riferimento ai Memorandum presi tra il Governo di Accordo Nazionale (GNA) con base a Tripoli e Recep Tayyp Erdogan, la nota sottolinea che è necessario “evitare azioni unilaterali come la firma di accordi che aggravano ulteriormente il conflitto o azioni che creano un pretesto per interferenze esterne contrarie agli interessi del popolo libico, nonché agli interessi europei, come sottolineato dalle conclusioni del Consiglio europeo del 12 dicembre 2019”.

Sottolineando come “al contrario, il processo di Berlino e gli sforzi di mediazione delle Nazioni Unite mettono in primo piano le esigenze di tutti i libici e suggeriscono soluzioni sostenibili a questioni fondamentali come le istituzioni unificate, la distribuzione equa della ricchezza del paese e delinea una tabella di marcia realistica verso una soluzione politica”. “Esortiamo tutte le parti libiche ad abbracciare sinceramente questi sforzi guidati dalle Nazioni Unite e a tornare ai negoziati. L’UE continuerà a sostenere la mediazione delle Nazioni Unite e contribuirà all’attuazione di qualsiasi decisione che possa essere presa a Berlino”. Conclude la dichiarazione.

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