Dopo i terroristi dalla Siria, il Parlamento turco discute l’invio di militari

Di Ali Ahmed.

Confermati i rapporti dell’osservatorio siriano circa l’invio di ribelli in Libia dalla Turchia, il Parlamento turco ha iniziato questa mattina le discussioni circa la proposta presidenziale di inviare a Tripoli un contingente di militari. Lo riporta l’agenzia statale “Anatolia”. L’operazione, ampiamente criticata dall’opposizione, rientrerebbe secondo il presidente Recep Tayyp Erdogan, nell’ambito dei Memorandum d’Intesa – firmati il 27 novembre 2019 – in materia di sicurezza e giurisdizione marittima con il Governo di Accordo Nazionale (GNA).

Il capo della Fratellanza Musulmana internazionale, di cui è stato già dimostrato il suo sostegno al terrorismo, ha dichiarato che l’invio di truppe turche arriva su richiesta del Governo libico rappresentato dal premier Fayez al-Serraj. Erdogan aveva sottolineato nei giorni scorsi che la natura e la durata del dispiegamento di forze armate turche in Libia saranno determinati in base agli sviluppi sul campo. In un contesto correlato, il vicepresidente Fuad Oktay ha dichiarato mercoledì che Ankara potrebbe astenersi dall’invio di truppe in Libia se l’esercito guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar fermasse le operazioni militari intorno alla capitale Tripoli e si ritirasse.

L’esercito nazionale libico (LNA) ha già preso il controllo dell’80% del Paese nordafricano, sconfiggendo gruppi estremisti e terroristi che grazie alla mancanza di legittimità sul territorio del GNA, erano riusciti ad impossersi di intere città, tra cui Misurata, Derna e Bengasi, nonchè a compiere attacchi alle forze di sicurezza e nelle maggiori città del sud della Libia, talvolta in collaborazione con le stesse milizie affiliate al Consiglio presidenziale di Tripoli. Le operazioni militari contro milizie e terroristi sono state lanciate dal comando generale dell’esercito lo scorso 4 aprile dopo essere stato accolto positivamente dalle città del Fezzan e nei sobborghi intorno a Tripoli, nella fattispecie a Tarhouna, Azizia e Qasr Ben Gashir.

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