Visita del ministro Di Maio in Libia

Di Vanessa Tomassini.

Il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, è atterrato questa mattina a Tripoli, dove ha incontrato, accompagnato dall’ambasciatore Giuseppe Buccino e una piccola delegazione di funzionari, il presidente del Consiglio del Governo libico di Accordo Nazionale, Fayez al-Sarraj, il vicepresidente Ahmed Maitig, il ministro degli Esteri Mohammed Taher Syala ed il ministro degli Interni Fathi Pashaga.

Confermando la strategia adottata dall’Italia di dialogo con tutte le parti, il ministro Di Maio, dopo gli incontri a Tripoli, si è diretto nell’Est del Paese nordafricano per incontrare presso il quartier generale del Libyan National Army (LNA) il feldmaresciallo Khalifa Haftar e a Tobruk il presidente del Parlamento libico, Aguila Saleh Issa. Al centro dei colloqui il conflitto in corso, la conferenza di Berlino, il memorandum sull’immigrazione e altri temi centrali, compresi gli accordi per la spartizione del Mediterraneo, firmati da al-Serraj ed il presidente turco Recep Tayyp Erdogan il 27 novembre scorso, che rischiano di mandare all’aria gli sforzi internazionali per una riconciliazione.

A tal proposito, il titolare della Farnesina ha ribadito alle parti coinvolte nel conflitto che per l’Italia non esiste una soluzione militare alla crisi libica, esprimendo preoccupazione per una escalation della violenza, sottolineando quanto sia fondamentale il raggiungimento di un cessate il fuoco e il ritorno al tavolo delle discussioni sotto gli auspici delle Nazioni Unite.

Serraj da parte sua, si apprende in un comunicato dell’ufficio media presidenziale, elogiando gli sforzi dell’Italia per superare l’attuale crisi, ha affermato di seguire le disposizioni necessarie perchè si tenga la conferenza di Berlino, ribadendo la necessità di invitare tutti i Paesi interessati al fascicolo libico senza alcuna esclusione. Dalla conferenza infatti sarebbero state escluse dal Governo tedesco, Tunisia ed Algeria, in quanto non direttamente coinvolte nel conflitto, nell’ottica della conferenza di porre fine agli interventi esterni e soprattutto alla fornitura di armi e mercenari ad una delle due parti.

Per Serraj tali riunioni offrono l’opportunità di consultarsi e scambiarsi opinioni, sottolineando che le scelte del governo di Al-Wefaq e la sua gestione della situazione, a livello locale e internazionale, sono prese nel quadro delle costanti nazionali, in particolare l’unità del suolo libico e il rafforzamento della sovranità nazionale. I colloqui si sono concentrati inoltre su una serie di fascicoli di interesse comune come sicurezza, economia e immigrazione clandestina. Il ministro Di Maio terrà una conferenza stampa al rientro in Italia.

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