Di Maio commenta visita in Libia: “molto importante per nostra sicurezza nazionale”

Di Vanessa Tomassini.

“Oggi, proprio nelle ore in cui si svolgeva la mia visita in Libia, un C130 dell’Areonautica militare a Bengasi prendeva 5 bambini libici malati di leucemia, e li portava in Italia per curarli al Bambin Gesù. Il lavoro che stiamo facendo di sostegno alla crisi umanitaria e all’amico popolo libico è un lavoro che è possibile solo al grande impegno che porta avanti il corpo diplomatico, la Fanesina e la nostra agenzia AISE. Tengo a dire che la giornata di oggi è stata una giornata che agli italiani deve interessare tanto perchè la Libia ce l’abbiamo a pochi centinaia di chilometri dai nostri confini. E’ molto importante perchè in Libia c’è un rischio terrorismo e una crisi umanitaria che può aggravarsi ulteriormente e riguarda un Paese vicinissimo all’Italia”. Ha detto il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi di Maio, durante la conferenza stampa all’aeroporto militare di Ciampino, appena tornato dalla sua prima missione in Libia, a Tripoli, Bengasi e Tobruk.

“Gli incontri di oggi sono stati molto proficui. Ho incontrato sia Haftar che Serraj e sono stato molto franco con loro: a noi non interessano e siamo anche un po’ stanchi delle foto opportunity, vale anche per quelle europee, esiste solo una soluzione ed è la soluzione diplomatica alla crisi libica e siamo pronti a lavorare il più possibile nell’ambito della conferenza di Berlino, ma anche direttamente qui in Italia, per trovare una soluzione diplomatica a questa crisi. Non esistono soluzioni militari e con la stessa franchezza ci siamo detti che l’escalation in atto ci preoccupa e deve finire. E’ chiaro ed evidente che il lavoro è appena iniziato con il presidente del Governo libico riconosciuto, Fayez al-Serraj, ci sentiremo stasera o domani mattina per aggiornarci sull’esito di tutta la missione e con Haftar ci vedremo nelle prossime settimane a Roma, come ci siamo già detti nel lungo incontro che abbiamo avuto oggi pomeriggio a Bengasi”. Ha proseguito il titolare della Faernesina.

“L’Italia in Libia ha perso terreno e questo non possiamo negarlo, ma è il momento in cui l’Italia deve riprendersi il suo ruolo naturale in Libia di principale interlocutore che ha interessi come Nazione, come sistema Paese, ma che è sempre stato amico del popolo libico e che vuole dare una mano per fermare questa crisi ed è per questo che ho deciso insieme ai vertici di Governo, che abbiamo avuto martedì scorso, che l’Italia istituirà un inviato speciale del Governo italiano che risponde alla Farnesina, al Ministero degli Esteri, per poter avere un rapporto di alto livello politico continuo, intenso, con tutte le parti. Ci sarà un inviato speciale, nei prossimi giorni conoscerete il nome e sarà un altro profilo, che avrà il compito di portare avanti tutti quelli che sono i contatti politici e realizzare quegli imput che daremo come Governo e come Ministero degli Esteri”. Ha aggiunto.

Il ministro di Maio ha inoltre sottolineato che “il lavoro fatto e che continueranno a fare i nostri diplomatici, le nostre agenzie in Libia è un lavoro incomiabile e gli garantiremo il massimo supporto con un inviato speciale. L’altra cosa che farò nelle prossime ore è sentire Mike Pompeo, il segretario di Stato americano, subito dopo sentirò il ministro degli Esteri russo e quello turco. E’ chiaro ed evidente che nel conflitto in Libia ci sono tante interferenze, ed è importante che anche l’Unione Europea faccia la sua parte. Nelle prossime ore sentirò anche i miei omologhi inglese, francese e tedesco e vorrei lavorare insieme a loro ad una seconda missione in Libia, magari a guida europea, che possa prevedere quindi anche la presenza del nuovo commissario Borrem, ma ci lavoreremo perchè è molto importante anche far sentire la presenza dell’Unione europea in un Paese, la Libia, a cui dobbiamo garantire sovranità ed unità”.

Di Maio ha poi rivelato di “aver avuto l’opportunità di incontrare il ministro degli Esteri libico, il vicepresidente del Consiglio e a tutti ho detto chiaramente che l’Italia vuole aiutare in prima linea e adesso con l’inviato speciale e con la promozione di una iniziativa europea, daremo il massimo supporto affinchè la conferenza di Berlino, che speriamo possa individuare una data il prima possibile, e l’inviato speciale Salamè, possano essere messe le migliori condizioni per arrivare ad un cessate il fuoco”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il ministro ha detto che “qualsiasi interferenza nello scenario libico non rappresenta una buona notizia per raggiungere un cessate il fuoco e per raggiungere quindi una pace. E’ evidente che abbiamo bisogno di un contatto diretto con molti Paesi per raggiungere un cessate il fuoco. Si conosce poco cosa sta accedendo in Libia, ma accade a poche centinaia di chilometri da noi, e quindi dall’Europa”.

Circa i Memorandum of Understanding (MoU) firmati da al-Serraj con la Turchia, Di Maio ha confermato che “rappresentano dei veri e propri accordi, nonchè un problema per due Paesi dell’Unione europea e rappresentano una criticità per l’intera Ue. E’ evidente che questi MoU sono degli accordi, soprattutto quello sui confini marittimi, tutti da dimostrare. Ci saranno tutte le sedi per discutere la veridicità, più che altro la sostenibilità, di quell’accordo”.

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