La guerra a Tripoli coinvolge le compagnie aeree libiche

Di Vanessa Tomassini.

In seguito alla decisione dell’autorità per i trasporti del Governo ad Interim di obbligare i voli provenienti dagli aeroporti di Misurata e Mitiga e diretti in Giordania, Egitto, Sudan e Arabia Saudita, a fare scalo all’aeroporto di Benina, lo scorso mercoledì, le compagnie aeree operanti in Libia sono state coinvolte dalla follia del conflitto per il controllo del Paese. Se le autorità di Tripoli avevano ordinato alle compagnie aeree di non prendere a bordo cittadini stranieri senza un visto di un’ambasciata accreditata al Governo di Accordo Nazionale (GNA), quello ad Interim obbliga le compagnie a fare scalo al Benina International Airport per il completamento di procedure di sicurezza e doganali.

Un giorno dopo l’emissione della decisione del governo di al-Beida, le autorità aeroportuali hanno costretto un volo della Libyan Airlines (LN282), diretto in Giordania dall’aeroporto di Misrata, ad atterrare all’aeroporto di Benina giovedì, facendo scendere i 105 passeggeri a bordo, secondo una dichiarazione del GNA. Le autorità dell’aeroporto internazionale di MisUrata hanno così annunciato la cancellazione dei voli da e per Alessandria, in Egitto, in programma mercoledì, in segno di protesta contro la decisione emessa dall’autorità di trasporto e dal governo provvisorio. Allo stesso modo, la compagnia aerea African Airlines ha cancellato i suoi voli dalla Libia verso Alessandria.

Domenica un altro veivolo della Libyan Airlines, Alak 5, l’unico ad effettuare collegamenti giornalieri da e per Bengasi, è stato costretto ad atterrare a Misurata, in circostanze poco chiare. La compagnia aerea si è affrettata a chiare, in una nota diffusa sui social networks, che l’aereo ha dovuto fare scalo a Misurata per una manutenzione urgente, dopo aver riportato dei danni all’aereoporto di Tunisi Carthage, in Tunisia. La Libyan Airlines ha anche chiarito di aver contattato le autorità di Tripoli, garantendo il ritorno a Bengasi il giorno successivo. Riguardo a quest’ultimo episodio, il Governo ad Interim ha accusato l’aeroporto di Misurata di trattenere l’Alak 5, descrivendo l’accaduto come un’azione illegale, perseguibile a livello locale ed internazionale.

Le autorità di Bengasi hanno aggiunto che se l’aereo non tornerà all’aeroporto di Benina entro poche ore, verranno adottate misure di escalation che saranno annunciate a tempo debito. Dopo la chiusura del valico di frontiera di Ras Agedir sul lato libico, riaperto, ma poco funzionante per problematiche relative al sistema di controllo passaporti, l’interruzione del traffico aereo all’areoporto di Mitiga che stenta a ripartire, la diatriba sul controllo delle compagnie aeree già costrette ad operare in condizioni estreme, rappresenta l’ultima mossa tra politicanti libici che crea ulteriori disagi e sofferenze al semplice cittadino libico, proprio quando miliziani di entrambi gli schieramenti sono in fuga per raggiungere gli ospedali dei Paesi vicini.

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