Migranti. Times of Malta rivela un accordo segreto maltese con le milizie libiche

Malta avrebbe negoziato un accordo segreto con la Libia per un coordinamento tra le forze armate maltesi (Afm, che includono la marina)

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Di Vanessa Tomassini.

Secondo il quotidiano Times of Malta, la Valletta avrebbe negoziato segretamente un accordo con la Libia che vede le forze armate maltesi coordinarsi con la guardia costiera libica per intercettare i migranti diretti verso l’isola e riportarli nel paese nordafricano devastato dalla guerra. Secondo il quotidiano, l’accordo per la “cooperazione reciproca” è stato raggiunto tra i membri delle forze armate maltesi e la guardia costiera libica, con l’intermediazione del funzionario Neville Gafà.

Gafà, sebbene abbia sempre smentito tutto, è stato già al centro di diverse polemiche, rivestendo un ruolo poco chiaro all’interno dell’ufficio del Primo Ministro ed è stato ripetutamente accusato di corruzione, in particolare per il rilascio di visti medici a cittadini libici. Il Times of Malta afferma che “Gafa è stato messo sotto accusa per essersi presentato come un inviato speciale del Primo Ministro Joseph Muscat durante gli incontri con il governo libico e sarebbe stato denunciato per aver tenuto un incontro con un leader delle milizie libiche che gestiva un racchette un racket di estorsioni e un centro di detenzione non governativo, dove sono trattenuti funzionari dell’ex regime e simpatizzanti”.

Il funzionario ci ha ripetutamente contattato su Twitter. L’ultima volta è stata in occasione della pubblicazione di un articolo di una giovane ragazza di Sirte gravemente malata, curata in Egitto dopo il nostro articolo. Alla nostra richiesta sulla sua identità, perchè spaventati da alcuni rapporti di media libici, Gafà ci ha risposto di averci contattato per “cercare di aiutare” e ci aveva reindirizzati ad un altro articolo del Times of Malta in cui venivano riportate le dichiarazioni del primo ministro Joseph Muscat, che definiva quello di Gafà “un ottimo lavoro”. L’articolo in questione evidanziava il fatto che Gafà fosse stato rimosso dal suo ruolo presso la Foundation for Medical Services per ordine del vice primo ministro Chris Fearne, mentre Muscat affermava che Gafà non era stato licenziato ma trasferito a un’altra entità governativa.

Secondo lo stesso quotidiano, in una di queste riunioni, tenutasi il 18 giugno, Gafà avrebbe partecipato ai colloqui con il vice primo ministro libico del Governo di Accordo Nazionale Ahmed Maiteeq, al quale hanno partecipato il colonnello Clinton O’Neill, capo dell’intelligence maltese. L’incontro sarebbe stato guidato dal nuovo ambasciatore di Malta in Libia, Charles Saliba. “Abbiamo raggiunto ciò che potresti definire un’intesa con i libici. Quando c’è una nave che si dirige verso le nostre acque, l’AFM si coordina con i libici che li raccolgono e li riportano in Libia prima che entrino nelle nostre acque e diventino di nostra responsabilità”. Ha detto la fonte al giornale maltese.

Le rivelazioni mettono nuovamente in imbarazzo l’Unione Europea, dopo lo scandalo italiano sul caso Bija sollevato da Avvenire. Intanto la Ong Alarm Phone su Twitter denuncia un’intesa che “impedisce alle persone di fuggire da una zona di guerra e viola le convenzioni internazionali per i diritti umani”. 

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