Il giornalista Nello Scavo sotto tutela dopo le minacce del trafficante libico

Da venerdì il giornalista italiano, Nello Scavo, è sotto tutela della Polizia di Stato. La misura di protezione è scattata dopo le minacce al giornalista da parte del trafficante di esseri umani e miliziano affiliato al Governo di Accordo Nazionale libico, Abd al-Rahman al-Milad, meglio conosciuto come Bija. Scavo aveva rivelato la sua partecipazione all’incontro a Cava di Mineo, in Sicilia nel 2017, su invito sembrerebbe delle autorità italiane. «Sono sereno e rifarei tutto il lavoro che ho fatto, senza alcun timore» ha affermato il cronista minacciato dopo la pubblicazione dell’inchiesta sul quotidiano “Avvenire”.

Come riporta AdnKronos oggi, Azione Civile e il suo fondatore Antonio Ingroia esprimono “solidarietà a Nancy Porsia e Nello Scavo, giornalisti messi nel mirino per le loro documentate e approfondite inchieste sulle mafie libiche”. “Nel nome del giornalismo che Pippo Fava definiva la forza essenziale della società e che un giornalismo fatto di verità impone il buon governo, sollecita la giustizia e impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità” Azione Civile si pone al fianco di Nancy Porsia e Nello Scavo che con le loro inchieste hanno reso concreto il concetto espresso da Fava – dice Ingroia- un giornalismo che è servizio alla collettività, prezioso per la democrazia e la lotta ai potentati criminali e affaristici”. Azione civile definisce inoltre il ricevimento di Bija a Cava di Mineo “un fatto gravissimo, che s’inserisce nella vergogna di accordi del governo italiano che hanno favorito trafficanti, mafiosi e torturatori in Libia”.

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