Federpesca si accorda con Haftar per far lavorare 10 pescherecci in acque libiche

E’ stato richiesto l’intervento delle autorità centrali di Roma circa l’accordo di Federpesca con il generale “di Tobruk” Khalifa Haftar. Per comprendere quanto sta accadendo bisogna tenere presente che le acque territoriali libiche arrivano, com’è per tutti, a 12 mila nautiche dalla costa, ma da sempre la Libia ha considerato come proprie le acque fino a 74 miglia. Era così successo che alcuni pescherecci italiani erano si erano portati fino a 35 miglia, salvo poi essere mitragliati dalla Guardia costiera del governo ad interim con base ad al-Beida.

Nel luglio scorso è divenuto operativo un trattato, stabilito in marzo, tra la Federpesca italiana e la Libyan Investment Authority il quale prevede che a 10 pescherecci italiani sia consentito di pescare nelle acque che i libici reclamano come proprie in cambio di 10mila euro al mese (Fonte: Il Fatto Quotidiano) per imbarcazione e ad un euro e mezzo per chilo di pescato, pesato a Malta. Quale agevolazione i 10 pescherecci italiani possono rifornirsi di carburante in Libia, dove il costo è assai conveniente rispetto a quello italiano.

Luigi Giannini, presidente di Federpesca, ha affermato che “Si tratta di un primo accordo, al quale seguiranno presto altre intese destinate ad allargare il perimetro dell’operatività, che riguarda l’intera filiera ittica, dalla pesca all’acquacoltura, alla lavorazione e commercializzazione dei prodotti della pesca, alla formazione ed alla cooperazione scientifica”. Ha poi aggiunto che “Il governo italiano sconsiglia di pescare senza un accordo e senza permesso: benissimo, noi ora questo permesso lo abbiamo raggiunto”.

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