UNSMIL condanna l’attacco a Tajoura

La Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) condanna fermamente l’attacco ad un complesso a Tajoura in cui erano detenuti i migranti , che ha provocato almeno 44 morti e oltre 130 feriti gravi. Questa è la seconda volta che questa struttura, che ospita circa 600 migranti, è stata attaccata. Il Rappresentante speciale del Segretario Generale, Capo dell’UNSMIL, Ghassan Salamé, ha definito questo atto come vigliacco. “Questo attacco chiaramente potrebbe costituire un crimine di guerra, poiché ha sorpreso e ucciso persone innocenti le cui terribili condizioni li hanno costretti a stare in quel rifugio”, ha detto Salamé. “L’assurdità di questa guerra in corso oggi ha portato questa odiosa carneficina alle sue conseguenze più orribili e tragiche”, ha aggiunto invitando la comunità internazionale a denunciare questo crimine e applicare sanzioni adeguate a coloro che hanno ordinato, eseguito e fornito armi per questa operazione in flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e delle più semplici norme e valori umanitari “. L’UNSMIL ha precisato di aver monitorato, con la massima preoccupazione, le segnalazioni relative alle accuse di omicidio extragiudiziale in vari luoghi, compresi i recenti incidenti in Gharyan, nonché altri simili avvenuti nella periferia di Tripoli. L’UNSMIL ha ribadito il proprio impegno a monitorare e documentare tutte le gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e della legge internazionale sui diritti umani e di riferire lo stesso agli organi delle Nazioni Unite e alla comunità internazionale competenti al fine di perseguire i perpetratori. L’UNSMIL sostiene di aver inviato commissioni in vari luoghi che hanno assistito a tali violazioni per condurre indagini sul campo. La Missione e le agenzie affiliate delle Nazioni Unite chiedono anche l’immediata cessazione di tutte le orrende violazioni e ripetuti attacchi ai civili e alle infrastrutture, in particolare strutture sanitarie e mediche, e ricorda a tutte le parti i loro obblighi ai sensi delle leggi internazionali in vigore.

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