Milioni a mercenari, milizie e terroristi. Il vice di Serraj all’Onu: “Fermate la cricca del presidente”

Di Vanessa Tomassini.

I recenti rapporti sul coinvolgimento di mercenari, criminali internazionali e terroristi al fronte delle milizie allineate al Governo di Accordo Nazionale, ha portato un membro del Consiglio presidenziale a prendere le distanze da quella che definisce la “cricca” del premier Fayez al-Serraj. In una missiva indirizzata al Segreatrio Generale delle Nazioni Unite, Fathi Magbari, membro del gabinetto di presidenza dello stesso Serraj rivela cosa sta accadendo all’interno del Governo supportato dalla comunità internazionale. “La vostra organizzazione ha svolto un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell’indipendenza della Libia nel 1951, come le Nazioni Unite hanno lavorato per portare la pace e la stabilità nel nostro amato paese dal 2011, mi rivolgo a voi oggi nei giorni più difficili e scuri che la Libia sta vivendo dall’indipendenza”. Apre così la lettera del membro del Consiglio presidenziale di Tripoli, aggiungendo: “l’accordo politico, promosso dalle Nazioni Unite, prevede che il nostro Governo porti la Libia a raggiungere sicurezza e stabilità, ma il capo del Consiglio di Presidenza, Fayez al-Serraj, ha abusato della delega conferita dall’accordo e viola le regole del processo decisionale, utilizzando con arbitrarietà le risorse del paese ed il denaro libico per farlo precipitare nel buio tunnel del conflitto attraverso l’intransigenza e politiche ingiuste e distruttive”. Il vice di Serraj conferma che il premier sta utilizzando il denaro pubblico per finanziare le milizie contro il Libyan National Army, con la partecipazione di criminali sanzionati a livello internazionale, terroristi e gruppi estremisti. La lettera rivela inoltre che Serraj “ha ingaggiato mercenari professionisti, responsabili del bombardamento delle città libiche, che hanno portato alla morte di libici, compresi bambini”. Come già anticipato da Speciale Libia, il vice premier afferma che ” la causa del ritorno di attività di organizzazioni terroristiche, guidate da Daesh, in alcune aree della Libia è l’apertura delle casse dello Stato da parte del Consiglio presidenziale e l’impiego dei propri ricavi per colpire l’esercito libico che era stato in grado di sconfiggere il terrorismo nel sud-est del paese, in un disperato tentativo di mantenere la sua autorità”. La lettera esorta le Nazioni Unite ad intraprendere “un’azione legale necessaria ed urgente per fermare questa cricca, guidata da Fayez Al-Sarraj, per preservare il denaro e la ricchezza dei libici, affinchè questi non vengano utilizzati per sostenere gruppi terroristici e portare mercenari stranieri”. Il vice presidente chiede che vengano attivati i meccanismi di protezione del denaro e di ricavo secondo le risoluzioni del Consiglio di sicurezza emesse nel 2011 nei confronti della Libia. La missiva fa notare le sofferenze del popolo libico, in particolare nella regione meridionale, dove la gente è alle prese con una grave mancanza di liquidità, di combustibile, con la mancanza di elettricità e di una rete delle comunicazioni, mentre il premier al Serraj sperpera il denaro pubblico per finanziare milizie, terroristi e mercenari. Magbari invita le Nazioni Unite a proteggere i libici dal Consiglio presidenziale di cui fa parte, affermando che “il governo di Fayez Al-Serraj è diventato un vero e proprio pericolo per la Libia ei paesi della regione, portando alla ribalta le forze del terrorismo e l’estremismo”.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: