Ad Aziziya “quelli di Zintan proteggono solo i loro amici che hanno distrutto pure i nostri letti”

Di Vanessa Tomassini.

Aziziya – Tunisi, 4 maggio 2019 – “È da un mese che vivo negli scontri di Aziziya. Negli ultimi 11 giorni la guerra era molto vicina a noi, ero in una casa di campagna a 6 km ad est del centro abitato, esattamente tra Aziziya e Sbeaa. Sono riuscito a scappare questa mattina alle 10,00. La situazione nei primi due, tre, quattro giorni era tranquilla dopo di che l’esercito di Serraj ha iniziato ad attaccare l’LNA ed ha preso il controllo di Espia. Ieri l’esercito di Haftar ha attaccato quello di Serraj da 3 lati, da Tripoli Road e Gharian e su due stradine più piccole che portano alla nostra fattoria, riprendendo il controllo di Aziziya”. A parlare è Abdul Baari, un giovane residente nella zona di Warshefana, con cui siamo in contatto dall’inizio del conflitto sebbene le comunicazioni siano venute a mancare per diversi giorni, dopo che la guerra tra l’esercito occidentale e quello orientale ha distrutto le linee telefoniche e danneggiato diverse centrali elettriche.

-Perciò dopo aver visto entrambi i lati, come li descriveresti?

“Dalla nostra fattoria l’esercito di Haftar ha attaccato quello di Serraj con diverse macchine e soldati che camminavano tra gli alberi per raggiungere Aziziya. Ho visto 7 o 8 macchine e gli uomini erano equipaggiati con piccole armi come Bkt ed Ak47. L’esercito di Serraj invece aveva diversi check point nelle vie che portano ad Aziziya ed ho visto molte persone di colore, non so se erano libici”.

-Hai mai visto nella tua zona persone che potrebbero essere terroristi o estremisti?

“No, non ho mai visto persone di Ansar al-Sharia o Daesh nella mia area, solo ragazzini da Tripoli, da Zintan e tante persone di colore, forse provenienti dal sud della Libia, o da paesi come Niger e Chad. C’è l’esercito, ci sono le milizie, ma non ho visto dei terroristi. Questi gruppi rubano, uccidono, hanno rapinato due negozi, ma non credo appartengano ad organizzazioni terroristiche”.

-Quali sono le differenze tra le due fazioni? Chi credi si avvicini di più alla definizione di “esercito”?

“Io penso che l’esercito di Haftar sia molto meglio rispetto a quello di Serraj, perché le sue truppe si muovono in modo coordinato, organizzano l’attacco secondo un piano. Se invece vedi i gruppi di Serraj, loro combattono da soli senza un reale coordinamento tra loro. Combattono fra loro”.

-Cosa intendi?

“Io li ho visti due settimane fa perché controllavano Aziziya. Le milizie di Zintan combattono da sole. Loro difendono i loro amici da Zintan, ma non prestano la stessa attenzione ai loro compagni che arrivano da Tripoli. Invece gli uomini di Haftar attaccano, si difendono e combattono tutti insieme, come un unico esercito e non come gruppi di diverse città”.

-Parlami dei civili. Come si comportano questi gruppi armati con voi cittadini?

“Noi eravamo in questa cascina, io, mio zio ed undici persone del Chad che lavorano nella fattoria. Quando è arrivato l’esercito di Haftar ci hanno detto di restare in casa e non uscire, che ci avrebbero protetto. Hanno parlato con noi, ci hanno spiegato perché erano arrivati e qual è la loro visione. Invece l’esercito di Serraj, ed in particolare le milizie di Zintan, alzano la voce contro di noi, ci insultano, ci terrorizzano”.

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– Sui media, giornalisti locali parlano di bombardamenti aerei e razzi. Qual è la situazione e chi è a sparare ad Aziziya?

Dodici o tredici giorni fa quando l’LNA controllava Aziziya, l’esercito di Serraj ha lanciato diversi missili grad all’interno della nostra città e ha distrutto diverse case. Anche l’esercito di Haftar spara ovviamente, ma non c’è confronto. I loro missili sono molto meno. Le milizie sparano continuamente, spesso senza logica. Fanno avanti e indietro e non rimangono mai senza munizioni, al contrario dell’LNA che invece deve fare un lungo percorso per i rifornimenti. Quindi posso dirti che i missili provengono da entrambe le parti, ma l’offensiva di Haftar è più mirata, prudente e calcolata, mentre dall’altra parte è un fuoco continuo. Solo ieri ad Espiaa abbiamo sentito 40-50 esplosioni assordanti. Anche gli attacchi aerei dell’esercito di Haftar sono diretti verso obiettivi militari, non verso strade, case, o nel centro abitato”.

-C’è qualcosa che vuoi dire al mondo che non vedi sui media?

“La guerra nella nostra città, nella nostra area, vede l’impiego di aerei militari, di armi leggere e artiglieria pesante da entrambe le fazioni, ma i missili grad non servono a nulla se non a distruggere le nostre case ed uccidere i civili. Voglio dire qualcosa che i media e i canali tv non stanno dicendo.  L’esercito di Serraj ci ha costretto a lasciare le nostre case e quando siamo tornati abbiamo trovato porte e finestre rotte, specchi distrutti, perfino i tappetti, i divani ed i nostri letti tagliati con i coltelli”.

-E invece l’esercito di Haftar?

“Guarda, anche l’LNA forza e rompe le porte per entrare e vedere se ci sono i militari di Serraj, ma non hanno mai fatto questo, non hanno mai toccato niente. Sono sicuro di quello che sto dicendo. Quelli di Zintan hanno rubato tutto dalle nostre case, qualsiasi oggetto prezioso, perfino il nostro vecchio televisore. Non so perché ci fanno questo”.

 

 

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