Le forze del Governo di Accordo Nazionale avanzano, UNSMIL rinvia la Conferenza nazionale

Di Vanessa Tomassini.

Tripoli, 09 aprile 2019 – L’autorità di controllo degli Areoporti ha annunciato la riapertura dello scalo aereo di Mitiga dalle 19,00 alle 7,00 del mattino, ma la maggiorparte delle compagnie aeree confermano la sospensione dei voli per la precaria situazione di sicurezza. L’areoporto militare di Mitiga è divenuto l’unico scalo operativo nella capitale libica dopo la distruzione dell’Internazionale da parte dei gruppi armati di Misurata e Zintan nel 2014. Lo spazio aereo è stato chiuso lunedì pomeriggio in seguito al bombardamento da parte dell’aviazione sotto l’egida del maresciallo Khalifa Haftar del MiG-23 e dell’elicottero Chinook sulla pista, a pochi metri dai passeggeri in attesa dei propri voli. Diverse fonti confermano che nella stessa occasione è stata colpita una abitazione, in realtà utilizzata dai gruppi armati affiliati al Governo di Fayez al-Serraj, che ha avvertito che i militari coinvolti nell’operazione verranno denunciati al procuratore generale e perseguiti nelle opportune sedi internazionali. Dall’altra parte,  Libyan National Army (LNA), seppur scusandosi per il panico creato tra i passeggeri, continua a ribadire che il Governo di Accordo Nazionale utilizza lo scalo di Mitiga per scopi militari, come rifornimenti e trasporto di armi. In particolare, il maggiore generale Mohammed Al-Manfour ha accusato le milizie di Tripoli di sfruttare l’aeroporto come rifugio sicuro, e come base per le loro operazioni. L’attacco è stato fermamente condannato dalla Comunità internazionale e dalle Nazioni Unite, asserendo che l’evento rappresenta una grave violazione del diritto internazionale, nonchè un serio crimine di guerra. In questo contesto, la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha annunciato che la Conferenza nazionale di Ghadames dovrà essere posticipata, fino a quando non verrà garantita sicurezza e libertà di esprimere la propria opinione a tutti i convitati. Nel frattempo la Tripoli Protection Force ha reso noto i nomi di 17 membri della coalizione, caduti in battaglia. Si tratta di Bashir Mohammed Badi, Ali Ahmed Aghlio e Zachariah Turki , appartenenti alla Regione militare centrale (Misurata), Suhaib Zarti e Wassim Turki e Ali Abuusba, battaglione dei rivoluzionari di Tripoli, Musab Shuaib, della Protection Force di Gharian, Mohammed Al-Kikli, Central Security Abu Salim, Ayman Harmama, Mu’taz al-Sabti, comandante di campo del battaglione 166 (Misurata), Bassam Al-Sadi, Black Valley (Misurata), Haitham al-Azraq, comandante sul campo del battaglione dei ribelli di Tripoli, Khairi Ghariani, delle forze speciali di deterrenza (RADA), Khairi Al-Hudairi, Greian Protection Force, Abu Bakr Milad al-Bahr e Sami Musa Field Commander (Zawya). Le forze affiliate al Governo di Accordo Nazionale hanno confermato a Speciale Libia che al momento la situazione a Sud di Tripoli è in netto miglioramento, affermando di aver ripreso il controllo dell’areoporto internazionale, mentre alcune operazioni sarebbero ancora in corso nella Spring Valley. Non è ancora chiaro il bilancio delle vittime, le prime informazioni trapelate parlano di almeno una ventina di morti e oltre 300 feriti.

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