Quando l’arte rende liberi. Intervista a Mohammed Shandoul

Tunisi, 02 febbraio 2019 – “Ci sono tanti problemi in Libia.  Purtroppo nel mio Paese molte persone ancora oggi non credono nell’arte e ignorano le nuove idee, vogliono solo ciò che vogliono e rifiutano tutto ciò che è novità o diversità a causa delle paure che hanno dentro. Onestamente, so come vivere in Libia e so come ottenere i soldi con i murales per dipingere in posti diversi”. A parlare è Mohammed Shandoul, un giovane pittore, muralista libico di 23 anni. “Ora vivo a Tunisi, ho lasciato la Libia perché voglio mostrare la mia arte a certe categorie di persone che sono pronte presentarmi come artista”.

-Da quanto tempo vivi a Tunisi?

“Da tre mesi”.

-Hai mai pensato di raggiungere l’Europa?

“Sì, come tutti i giovani ho pensato di andare in Europa, ma onestamente ho abbandonato questa idea perché sono una parte importante della mia famiglia, i miei cari dipendono da me. Ora sto progettando di trovare e partecipare ad alcuni festival d’arte in modo di mostrare le mie opere in giro per il mondo”.

-Pensi di tornare in Libia?

“Certo, tornerò in Libia ed ho intenzione di fare visita alla mia famiglia e ai miei amici qualche volta all’anno a meno che non ottenga un lavoro che mi impegna per un lungo periodo o se otterrò molti lavori indipendenti. Ora devo prima sistemarmi a Tunisi, ma sicuramente ho intenzione di tornare”.

-Prima ci dicevi che hai affrontato diversi problemi in Libia, sei mai stato attaccato per le tue opere sui social network o nella vita quotidiana?

“Sì, ho incontrato molte problematicità in luoghi diversi in Libia, ma non ho ricevuto attacchi da persone sui social media. Ho incontrato qualche difficoltà con le persone in passato, ma ora so cosa vogliono e so come trattarle di volta in volta. Ho trovato anche qualcuno che crede nell’arte. Tutto ciò che mi tiene lontano dalla Libia riguarda la vita lì. È difficile vivere come artista a causa della situazione, la guerra di volta in volta. In Libia puoi fare soldi facilmente, ma con una vita difficile. A volte quando andavoo al lavoro e ci sono situazioni così brutte a Tripoli, ho avuto quella sensazione di voler scappare. Non c’è luce, niente acqua. A me basta avere un po’ di soldi nel portafoglio, lavoro per vivere, ma non vivo per lavorare. Mi basta avere una vita semplice, non importa quanto sia difficile. In Libia non posso dipingere i volti umani nei murali è troppo difficile convincerli con questa idea. Molti estremisti ne parlano di continuo e fanno molti problemi a riguardo, quindi li rispetto. Dal 2011 al 2014 è stato molto facile dipingere qualsiasi cosa a parte qualche piccola eccezione, ma ora la situazione è cambiata”.

-Che cos’è l’arte per te?

“Per me l’arte è speranza e io credo nell’arte. L’arte ha cambiato la mia vita, mi dà più divertimento, più amici, più possibilità, più soldi, più persone si interessano a me. L’arte può portarmi dove voglio, a volte perfino lontano dalla terra”.

-Hai mai pensato di smettere di fare arte per via del giudizio degli altri?

Si, in passato ho pensato di mettere da parte i pennelli e ho cancellato tutto, anche le mie immagini. Pensavo troppo, non avevo idea di cosa farò con la pittura e con i murales. La gente crede che l’arte sia una sciocchezza, un modo per passare il tempo. All’inizio mi sono rifugiato nella religione. Ho preso ad andare in moschea ogni giorno, anche la mattina presto. Ero confuso, mi sentivo perso, quindi ho iniziato a studiare il Corano e la religione. Sono stati giorni molto brutti, ero sconvolto. Poi ho capito che se volevo essere un religioso, avrei dovuto rinunciare al divertimento nella mia vita. Per fortuna alcuni amici mi hanno aiutato ad uscire da questo brutto momento”.

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-Credi ancora in Dio?

“La mia religione è importante per me. Ho rifiutato il pensiero degli estremisti, cerco di evitare le cose proibite. Dio è sempre nella mia mente. Faccio del mio meglio affinché le mie opere rispettino la religione così come la rispetto nelle cose importanti della vita, amo la mia famiglia, cerco di portare pace e dono un sorriso alle persone intorno a me, spendo soldi per aiutare gli altri e trovo sempre del tempo per fare del bene”.

-Che progetti hai per il futuro?

“Mi piace quando qualcuno mi fa domande sul futuro, potrei parlare per ore senza fermarmi. Quando penso al futuro, lo immagino molto confortevole perché sono molto positivo. Non mi lascio abbattere dalle difficoltà. Quello che farò o la persona che sarò non lo so, ma so che voglio realizzare i murales più grandi del mondo con temi che trasmettano sentimenti positivi alle persone. Non so ancora come, ma sono sicuro che ce la farò. Inshallah”.

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