Ali Al-Saidi: “La gente del sud è felice dell’arrivo dell’esercito”

Di Vanessa Tomassini.

“Secondo me, questo è l’ultimo movimento del Libyan National Army (LNA) per liberare il sud della Libia dalle milizie e dal terrorismo, nonchè per garantire sicurezza ai campi petroliferi e alle centrali elettriche, sia per le istituzioni pubbliche che per le proprietà private. Entro la fine di febbraio la regione meridionale sarà libera dai gruppi sudanesi, chadiani e libera dal terrorismo”. A parlare è Ali al-Saidi, membro della Camera dei Rappresentanti, il parlamento libico con sede a Tobruk, al quale abbiamo chiesto un commento a pochi giorni dal lancio delle operazioni nel sud della Libia da parte del Comando Generale dell’LNA, che ha visto un massiccio dispiegamento di uomini e mezzi. Nelle scorse ore il portavoce del Comando generale, Ahmed al-Mismari ha chiarito che l’esercito sta combattendo le bande straniere ed estremiste entrando nelle aree solamente con il supporto della popolazione.  Al-Mismari ha anche rivelato che c’è un coordinamento con Niger e Ciad nel confronto con le milizie e i terroristi di Al-Qaeda, mentre Tunisia, Egitto ed Algeria hanno già provveduto a proteggere i porosi confini con la Libia. Dopo che nei giorni scorsi il Consiglio municipale di Sabha ed il Consiglio di diverse tribù e regioni della Libia avevano dato il benvenuto all’LNA, la Missione di Supporto delle Nazioni Unite si è detta preoccupata per un’ulteriore escalation di violenza dopo la diffusione di comunicati contrastanti circa l’arrivo dell’esercito.

Ali al-Saidi
Ali Al-Saidi, membro del Parlamento libico (HoR)

A tal proposito Ali al-Saidi, ci ha detto: “Posso affermare con assoluta certezza che la gente vuole ed è felice del’arrivo del Libyan National Army nel sud della Libia. La dichiarazione della Missione delle Nazioni Unite esprime una cattiva impressione circa l’operazione lanciata dall’esercito nella regione meridionale. Queste dichiarazioni non sono corrette e non dicono la verità. La gente del sud chiede sicurezza da oltre 8 anni e ora che l’esercito è sul campo, tutte le persone lo supportano. Sabha era invasa da milizie, comprese quelle provenienti dall’esterno della Libia, dal Sudan e dal Chad che hanno diffuso la criminalità e i traffici di ogni genere, esasperando le condizioni di vita del popolo del sud”.

Il Comando dell’esercito, a meno di 48 ore dall’inizio delle operazioni ha annunciato anche l’uccisione di importanti terroristi di Daesh ed Al-Qaeda, oltre a quella di Abu Talha Al-Libi, uno dei leader del Gruppo Combattente Islamico Libico. Tuttavia in molti sono preoccupati, temendo che il capoluogo della Libia meridionale, Sabha, possa trasformarsi in una seconda Derna, la cui liberazione è stata più volte annunciata, ma dove sono ancora in corso feroci scontri con migliaia di famiglie sfollate e gravi violazioni dei diritti umani secondo UNHCR e la coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite. Anche questa per Al-Saidi “è una propaganda delle Nazioni Unite che vedono che i gruppi da loro supportati come i Fratelli Musulmani e i Libyan Fighters, i veri amici dell’Onu, stanno continuando a perdere terreno. Hanno perso Bengasi, Derna e ora perderanno anche il sud, che rappresenta il 50% del territorio e delle risorse della Libia”. “Mi stavo chiedendo – conclude il parlamentare – quando chiederanno di lasciare un passaggio sicuro ai terroristi, come hanno fatto in altre occasioni chiedendo di lasciare uscire i civili e i bambini, come a Qwarsha e Sabri”.

 

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