L’Italia conferma il suo supporto all’Onu in Libia

Il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, ha ricevuto a Roma l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamè. Secondo un tweet della Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) il presidente del Consiglio ha confermato il pieno supporto di Roma al processo politico nel paese nordafricano facilitato dall’Onu, che prevede la realizzazione di una conferenza nazionale che coinvolga tutte le parti libiche nell’obiettivo di raggiungere una piena riconciliazione nazionale. La visita giunge dopo circa due mesi dalla conferenza di Palermo che ha delineato il nuovo action plan della comunità internazionale, nell’intento di condividere priorità e soluzioni alla crisi libica, la cui stabilità è essenziale per l’Italia e per l’Europa, soprattutto in termini di sicurezza e per quanto concerne la gestione del fenomeno immigratorio incontrollato. A tal proposito la vice-ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, ha sottolineato, durante un incontro con le Ong italiane attive in Libia, che “il superamento della lunga fase di transizione in Libia rimane una priorità assoluta per l’Italia che sostiene con convinzione gli sforzi e il Piano d’azione del rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé”.
Del Re ha anche espresso apprezzamento per l’azione svolta dalle ONG italiane, con professionalità e umanità, a favore delle fasce più vulnerabili e nei centri migranti.
Del Re ha anche ricordato l’impegno della Cooperazione Italiana nel Paese, che ha registrato un aumento significativo nel 2018, concentrato su progetti di sviluppo e di creazione di capacità, nonché su iniziative di assistenza umanitaria alle categorie più vulnerabili. A ciò vanno aggiunti i finanziamenti straordinari del Fondo Africa, che nel 2017 e 2018 sono ammontati, per la Libia, a complessivi 46,7 milioni di euro. Del Re ha anche citato le attività di contrasto dell’Italia al traffico illegale di esseri umani, in collaborazione con la Libia e le agenzie dell’ONU.

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