Conversazione con il sindaco di Sirte

Di Vanessa Tomassini.

Sirte è una piccola città della Libia al centro dell’omonimo Golfo, tra Tripoli e Bengasi. La città che ha dato i natali al colonnello Muammar Gheddafi, è da sempre un importante porto commerciale e scalo verso l’Africa centrale. È stata integralmente controllata dalle milizie dell’autoproclamato Stato Islamico (ISIS) per oltre un anno, fino a giugno 2016. Abbiamo incontrato il sindaco Mukhtar Khalifa Al-Madani per conoscere com’è la situazione oggi.

-Sindaco grazie innanzitutto per aver accettato questo invito, per favore mi aiuta a presentarla?

“Grazie a lei per il suo interesse per gli affari libici e per la città di Sirte in particolare. Sono Mukhtar Khalifa Al-Madani, ho seguito un master in Business Administration e sono stato eletto sindaco di Sirte il 12 dicembre 2016 dopo la liberazione della nostra città dall’Isis”.

-Qual è la situazione generale a Sirte in termini di sicurezza e a livello socio-sanitario oggi?

“L’eliminazione dell’Isis è costata alla città una pesante perdita di vite, lo spostamento di tantissime famiglie, nonché la distruzione di migliaia di case, infrastrutture ed edifici governativi. La città ha iniziato gradualmente a riprendersi, anche se lentamente, per via della mancanza di sostegno da parte del Governo. L’unico ospedale della città funziona anche se non del tutto, così come i centri medici e le cliniche sparse in tutto il comune”.

-La scorsa settimana avete celebrato l’anniversario dalla liberazione da Daesh. Come procede la ricostruzione della città?

“Come le dicevo il sostegno da parte del Governo è limitato rispetto al bisogno di ricostruzione. Tuttavia, noi utilizziamo il piccolo budget a disposizione per migliorare la fornitura di servizi e risolvere i problemi principali come l’acqua, i servizi igienici, la manutenzione di strade, scuole ed edifici istituzionali. Il problema più grande rimane quello delle case danneggiate dalla guerra, i cui proprietari continuano ad aver bisogno di aiuto fino ad ora, malgrado le promesse del Governo”.

-Dopo la sconfitta di Daesh state portando avanti delle attività culturali, sociali per evitare il rischio di radicalizzazione?

“Sì, abbiamo sostenuto molte delle attività intraprese dalle organizzazioni della società civile e dall’Università di Sirte per organizzare lezioni di sensibilizzazione e workshop sull’estremismo. Abbiamo anche supportato la radio locale di Sirte, preparando la manutenzione della loro sede e la fornitura delle attrezzature necessarie per le trasmissioni, senza dimenticare il ruolo importante delle moschee per accrescere la consapevolezza dell’estremismo religioso”.

-A Sirte c’era un aeroporto che rappresentava e potrebbe rappresentare ancora oggi uno scalo importante verso il sud del continente africano. C’è qualche progetto per la riapertura?

“Ci siamo rivolti al capo del Governo per la Riconciliazione Nazionale e al ministro delle Comunicazioni per quanto concerne la manutenzione dell’aeroporto della città che è stato distrutto durante la guerra. Noi attualmente stiamo lavorando alla manutenzione delle sale di ricevimento per i viaggiatori in partenza in attesa della manutenzione dell’aeroporto vero e proprio da parte del Ministero delle Comunicazioni”.

-Come valuta il ruolo dell’Italia in Libia?

“Sostengo qualsiasi ruolo internazionale per ripristinare la stabilità in Libia, a condizione che la sovranità dello stato venga rispettata e nei modi ufficiali”.

-Se dovesse esprimere 3 desideri per la sua città, cosa chiederebbe?

“In primo luogo la ricostruzione della città, quindi il compenso delle famiglie che hanno perso le loro case, poi la riattivazione di progetti di costruzione che sono stati sospesi dal 2011 e l’ingresso di investimenti domestici e internazionali attraverso questi”.

-Vuole aggiungere qualcosa?

“In conclusione, la ringrazio ancora e spero che visiterà presto Sirte”.

 

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: