Una rinnovata sicurezza a Tripoli

Di Vanessa Tomassini

Tripoli Protection Force, la coalizione formata dalla Brigata dei Rivoluzionari di Tripoli, dalla Forza di Sicurezza Centrale, dalla Forza Speciale di Deterrenza e dalla Brigata Nawasi o Ottava Forza, venutasi a creare durante i recenti scontri a sud e sud-ovest di Tripoli, ha annunciato giovedì di aver iniziato a lasciare alcune sue posizioni al Comitato per le misure di sicurezza, incaricato dal Consiglio Presidenziale di prendere il controllo di tutte le istituzioni statali e consegnarle alle forze di polizia legittime.

Tripoli Protection Force ha affermato di essere in coordinamento con il comitato per cedere tutte le posizioni, nonchè per formare una forza di sicurezza da tutto il paese evitando il regionalismo. “Non faremo parte delle forze di sicurezza che proteggono le istituzioni statali, ma proteggeremo strade e luoghi pubblici”. Ha precisato il portavoce, sottolineando che alcune posizioni non sono state ancora consegnate per timore di violazioni di sicurezza.

In questo contesto, lo scorso 2 ottobre, il comandante Mustafa Gadur, a capo della brigata Nawasi, ha rassegnato le sue dimissioni come comandante della forza di guardia del Porto di Tripoli. Il ministero dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale, supportato dalla comunità internazionale, ha dichiarato che “nell’ambito degli accordi di sicurezza stabiliti, la sicurezza e la custodia del porto di Tripoli sono state consegnate all’ufficio per la protezione degli obiettivi vitali della Direzione generale della sicurezza centrale, utilizzando la polizia professionale specializzata”.

Nel frattempo il ministro dell’Interno, AbdulSalam Ashour, ha tenuto una riunione preparatoria con la sicurezza centrale, la direzione di sicurezza di Tripoli, e la direzione per la protezione delle missioni diplomatiche per organizzare la sicurezza degli uffici ministeriali, delle istituzioni e delle sedi diplomatiche estere. Secondo il ministro, tali misure “avranno un impatto positivo sul paese e sul cittadino dimostrando sicurezza. Ciò può essere raggiunto solo attraverso l’intensificazione di tutti i servizi di sicurezza e la cooperazione del cittadino, che è al centro di tali accordi”.

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