Di Vanessa Tomassini.

Malgrado gli sforzi per un cessate il fuoco portati avanti dalle Nazioni Unite e dai dignitari delle tribù di diverse città libiche, la violenza è esplosa nella notte colpendo il cuore della capitale libica. Poco prima delle 6.00 di questa mattina due missili hanno raggiunto l’Hotel al-Waddan, lungo la strada costiera, a pochi metri dell’ambasciata d’Italia a Tripoli. Tre persone sarebbero rimaste ferite. I media locali riportano di un morto.

Diversi danni da esplosioni sono stati registrati anche nel quartiere di Ben Ashour, dove ha sede l’ufficio del primo ministro. Danneggiata la clinica dell’ordine di odontoiatria e le abitazioni di alcuni civili. Ieri sera intorno alle 21,00 fonti locali hanno riferito di diverse esplosioni all’areoporto di Mitiga, dove i voli sono stati sospesi e le luci sono rimaste spente probabilmente per non dare riferimenti ai tiratori. Un missile ha anche raggiunto la clinica di fisioterapia. Il ministero della Salute del Governo di Accordo Nazionale ha dichiarato venerdì che il bilancio delle vittime dall’inizio degli scontri è salito a 39 morti e 119 feriti.

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