Di Vanessa Tomassini.

La direzione generale delle investigazioni criminali di Bengasi ha annunciato sabato l’arresto di diverse persone coinvolte nella caduta di un elicottero nella Mezzaluna petrolifera il 12 febbraio del 2014. Nell’incidente, le cui cause e responsabilità erano rimaste sconosciute fino ad oggi, persero la vita almeno 4 membri dell’equipaggio, i cui corpi non sono mai stati ritrovati. L’elicottero era precipitato dopo il rifornimento di carburante all’aeroporto di Sidra, stando alla ricostruzione rivelata all’epoca dei fatti dal colonnello Ali al-Sheikhi.

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Il comandante dell’esercito orientale, Khalifa Haftar, ieri ha incontrato presso il suo quartiere generale il direttore del dipartimento investigazioni criminali, facente riferimento al ministero degli Interni del Governo “ad interim” di al-Beida, il generale di brigata Salah Huwaidi, che ha rivelato ad Haftar l’arresto di 5 terroristi colpevoli di aver colpito l’elicottero della Libyan Air Force, facendolo precipitare. Voci non ancora confermate, ma vicine all’ambiente militare, sostengono che i 5 arrestati fossero collegati ad Ibrahim al-Jadhran, autore materiale del recente attacco agli impianti petroliferi nella Mezzaluna.

L’ufficio media del Libyan National Army ha rivelato che durante l’incontro è stato anche discusso il piano di sicurezza per la città di Bengasi e le zone limitrofe.

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