Il Ministero dell’Interno libico conferma l’arresto di Bidja

Mercoledì 14 ottobre 2020 gli uomini della Direzione di Sicurezza centrale affiliata al Ministero dell’Interno del Governo libico di Accordo Nazionale (GNA), hanno arrestato, nel primo pomeriggio nei pressi di Janzour, Abd al-Rahman Salem Ibrahim Al-Milad, alias Bidja, considerato un feroce trafficante di esseri umani.

Secondo quanto riferito da una breve nota del Ministero di Tripoli, guidato da Fathi Bashagha, l’arresto è avvenuto su indicazione di un bollettino speciale dall’Organizzazione internazionale di polizia e, su richiesta del Comitato per le Sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nei confronti di un gruppo di persone coinvolte nella tratta di esseri umani, nel traffico di migranti e nel traffico di carburante.

“Dopo aver cercato, indagato e raccolto informazioni, la Direzione della Sicurezza di Tripoli è riuscita a controllare la persona interessata e ad informare la Procura di prendere provvedimenti legali contro di essa, e la perquisizione è ancora in corso per arrestare e portare alla giustizia i restanti imputati”. Ha spiegato la nota, aggiungendo che il Ministero dell’Interno “lavorerà con la massima determinazione per applicare la legge a tutti e che la mano della giustizia si estenderà a tutte le persone ricercate”.

Il quotidiano “La Stampa” ricorda che lo scorso anno “Avvenire” aveva svelato un incontro in Italia di una delegazione libica, organizzato dall’Oim (l’Organizzazione per le migrazioni delle Nazioni Unite) e finanziato dall’Unione europea, al quale aveva partecipato pure Bija. Era il 2017, la visita partì dal Cara di Mineo, poi la delegazione si spostò a Roma, alla Guardia costiera, alla Croce Rossa, al ministero della Giustizia e perfino a quello dell’Interno, stando a quanto poi raccontato dallo stesso Bija.

L’articolo afferma che “c’è chi sostiene che questo fosse avvenuto sotto falso nome ma la reale identità del trafficante libico era nota a molti e a quanto pare non solo alla delegazione libica che veniva in Italia per apprendere nozioni e tecniche di assistenza ai migranti”. Bija si fece poi «sentire» direttamente con Nello Scavo, autore dell’articolo, e con altri giornalisti italiani che da anni si occupavano di lui, con alcuni minacciosi messaggi di morte sui social.

L’Ambasciata di Francia in Libia si è congratulata con il Ministero dell’Interno libico per l’arresto di al-Milad in attuazione delle decisioni della magistratura libica e del Comitato delle sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, indicando che “combattere i crimini legati alla tratta di esseri umani è necessario in Libia e nel mondo”.

Al-Milad era stato fermato in passato ma nessuna azione concreta era stata intrapresa nei suoi confronti. Il suo arresto, se confermato, è un indicatore importante della serietà del ministro dell’Interno Fathi Bashagha, alla luce del processo di dialogo politico in corso.

La prima settimana di novembre, infatti, la Tunisia ospiterà la prima sessesione “faccia a faccia” del dialogo libico, che sarà preceduta da un meeting virtuale e dal comitato congiunto mitare (JMC 5+5) che riunirà nuovamente a Ginevra cinque alti ufficiali dei grupi armati affiliati al GNA e cinque del Libyan National Army del generale Khalifa Haftar secondo quanto stabilito dal processo di Berlino.

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