L’importanza di una de-escalation a Sirte e di un sostituto a Williams

Domenica, il vice primo ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA), Ahmed Maiteeq, ha tenuto una conversazione telefonica con il rappresentante speciale ad interim del Segretario generale delle Nazioni Unite in Libia, Stephanie Williams, durante la quale, hanno discusso il processo di revisione dei conti della Banca centrale della Libia (CBL) e gli ultimi sviluppi intorno alla città di Sirte.

Durante i colloqui, i due hanno sottolineato la necessità di fermare l’escalation militare nella città che ha dato i natali al colonnello Muammamar Gheddafi, evidenziando la necessità di riprendere la produzione di petrolio. Secondo quanto trapelato, Williams e Maeteeq hanno concordato di lavorare per raggiungere un accordo di cessate il fuoco permanente che impegna le due parti in conflitto in un dialogo politico globale, basato sui risultati della conferenza di Berlino.

Maiteeq ha affermato di ritenere responsabile l’Esercito nazionale libico (LNA) del generale Khalifa Haftar, che controlla i porti petroliferi, della sicurezza e dell’incolumità delle strutture che contengono materiali altamente infiammabili, come ha avvertito la National Oil Corporation (NOC) precedentemente.

Il capo dell’UNSMIL, Stephanie Williams, era a Londra ad inizio agosto e ha fornito una valutazione molto preoccupante sulla situazione in Libia. “Con così tanti attori esterni con le proprie agende, il rischio di errori di calcolo e di un confronto regionale è alto”, ha dichiarato. L’inviata dovrebbe lasciare la sua posizione, mentre la comunità internazionale fatica a raggiungere una posizione condivisa su chi dovrebbe sostituirla.

A tal proposito, il ministro degli Affari Esteri del Governo con sede a Tripoli, Mohamed Siala, ha sottolineato l’importanza di “nominare un nuovo inviato delle Nazioni Unite” prima della departenza di Williams. In una conferenza stampa congiunta coll suo omologo tedesco Heiko Maas, oggi nella capitale libica, il ministron Siala ha anche indicato la necessità di concordare una regola costituzionale in preparazione delle elezioni, che garantisca la democrazia e il non sfruttamento del petrolio.

Il ministro degli Esteri libico ha sottolineato inoltre che non c’è bisogno di nuove iniziative, considerato che il Governo di Accordo Nazionale ha firmato più di una iniziativa in precedenza. Siala ha poi motivato il rifiuto del GNA all’operazione europea Irini nel Mediterraneo in quanto questa sarebbe diretta a suo dire contro l’esecutivo di Tripoli “per impedirgi di resistere all’aggressione”.

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