Algeria in cerca di soluzioni in Libia tra Italia e Francia

Il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio e il suo omologo algerino, Sabri Boukadoum, hanno espresso le loro preoccupazioni per le crescenti interferenze in Libia, chiedendo una soluzione urgente.

Secondo la Farnesina, i due ministri hanno discusso giovedì a Roma una serie di fascicoli bilaterali e questioni internazionali e regionali, compresa la crisi libica.

Di Maio ha ribadito l’urgente necessità di nominare un nuovo Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Libia, sottolineando allo stesso tempo che l’unica strada per la pace è un accordo globale tra i libici sotto gli auspici delle Nazioni Unite, e nel quadro del processo di Berlino, sottolineando che la stabilità in Libia e nella regione del Sahel costituisce una priorità strategica per l’Italia e l’Europa.

Secondo quanto emerso, i due Paesi avvieranno negoziati sulla delimitazione delle frontiere marittime e delle aree economiche tra le due sponde del Mediterraneo, a partire dal prossimo settembre.

Venerdì, invece, il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, ha discusso della situazione in Libia con il presidente francese Emmanuel Macron, annunciando iniziative condivise per risolvere la crisi.

Secondo una nota della presidenza algerina, i due hanno riaffermato il loro desiderio di coordinamento e consultazione tra i due paesi amici, come attori principali nella regione, e di lanciare una serie di iniziative volte a promuovere soluzioni politiche alle principali crisi.

La nota ha indicato inoltre che le due parti si occuperanno di questioni di interesse comune “nel Sahel, oltre al fascicolo dei teschi di 24 leader della resistenza popolare algerina e i resti di altri martiri che sono ancora in Francia”.

I due Paesi hanno recentemente intensificato i loro sforzi per risolvere la crisi libica con ampie consultazioni tra Macron e Tabboune, preoccupati per l’aumento del coinvolgimento della Turchia e della Russia nel conflitto militare.

Il 12 giugno, il presidente algerino ha avvertito del deteriorarsi della situazione in Libia, sottolineando che le parti in conflitto in Siria sono le stesse che stanno combattendo in Libia.

Il presidente algerino, parlando ai media locali, ha dichiarato di non avere “ambizioni espansionistiche o economiche in Libia, tutto ciò che vogliamo è fermare i combattimenti”, indicando la possibilità di cooperazione con i paesi vicini, Egitto e Tunisia, per evitare una escalation.

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