Italia e Germania insieme per una soluzione in Libia. LNA si ritira da Bani Walid, Tarhouna e Sirte

“La Libia presenta uno sviluppo che ci dà molte preoccupazioni per quanto riguarda il proseguimento dei combattimenti, che a volte portano avanti una parte, a volte un’altra. Continuiamo a ribadire che non potrà esserci una soluzione militare, il processo politico avviato non ha alternative”.

A dichiararlo, intervenendo a Berlino in conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, è stato il capo della diplomazia tedesca, Heiko Maas.

“Siamo contenti dei segnali che ci hanno dato le parti in conflitto di essere disponibili a riprendere il dialogo 5+5. Questo ha bloccato per lungo tempo la parte orientale della Libia e speriamo che queste negoziazioni possano avere esito positivo. I cittadini della Libia attendono da troppo tempo un esito positivo, di pacificazione e a questo proposito l’Italia, la Germania lavoreranno con tanto impegno insieme a questo obiettivo”.

Venerdì il Libyan National Army (LNA) si è ritirato da Tarhouna e Bani Walid a sud di Tripoli, in seguito alle pressioni internazionali per un ritorno alle posizioni precedenti al 4 aprile 2019, requisito fondamentale per la ripresa delle trattative. In serata, fonti attendibili hanno riferito dell’inizio della ritirata delle truppe del generale Khalifa Haftar dalla città di Sirte.

Il portavoce dell’LNA, Ahmed Al Mismari, ha dichiarato in una conferenza stampa che “centinaia di civili sono morti a Bani Walid e a Tarhuna a causa dell’aggressione turca”, aggiungendo che “Tarhuna è nel caos e le Nazioni Unite e la comunità internazionale devono assumersi la responsabilità di ciò che succede in Libia”.

“Abbiamo ricevuto pressioni da parte di molti Paesi e dalle Nazioni Unite nell’ottica della ripresa delle riunioni del comitato 5+5 per il cessate il fuoco e richieste di retrocedere a 60 chilometri dai confini amministrativi di Tripoli”, ha detto ancora Al Mismari.

“La nostra decisione di ritirarci da Tahruna è stata presa per risparmiare la vita dei civili e risparmiare la completa distruzione della città, che ha continuato ad essere bombardata dai turchi nonostante il nostro cessate il fuoco”, ha aggiunto. “I nostri combattenti sono ora in un luogo sicuro”, ha confermato al Mismari.

“Ciò che è successo -ha precisato il portavoce – non significa abbandonare la battaglia e permettere l’occupazione turca del nostro paese”. Al-Mismari ha annunciato che “E’ tempo di Jihad contro la Turchia, che utilizza l’enorme potenziale militare della Nato contro il nostro esercito, il nostro popolo e i civili disarmati”.

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