L’esercito libico e i suoi sostenitori respingono l’attacco del GNA a Tarhouna

Di Ali Ahmed.

Nonostante il sostegno dei droni turchi e dei combattenti siriani delle brigate Sultan Murad e Suleyman Shah, sotto il comando di Muhammad Jassim alias Abu Amshah, il tentativo delle forze affiliate al Governo libico di Accordo Nazionale (GNA) di conquistare la città di Tarhouna si è concluso fino ad ora senza un nulla di fatto. Forti delle ultime conquiste nella Libia occidentale, le gang di Tripoli, Misurata ed alcuni gruppi di Zintan hanno lanciato un offensiva sabato mattina verso la roccaforte del Libyan National Army (LNA) a sud di Tripoli.

Dopo un’iniziale ritirata dell’LNA, migliaia di sostenitori dell’esercito sono scesi in strada a combattere per respingere l’aggressione dei gruppi anti-Haftar. Secondo quanto riferito, il battaglione Rihbat di Tajoura è entrato nei confini amministrativi di Tarhouna, costringendo la nona brigata “Al-Kaniat” a ritirarsi parzialmente dall’asse di ingaggio di Ain Zara per difendere la propria città. Tarhouna resta un obiettivo difficile per il GNA e per i mezzi pesanti turchi dato il terreno montuoso nelle vicinanze.

Entrambe le parti sono riuscite a catturare elementi della fazione opposta e la divisione di informazione militare dell’LNA ha descritto l’offensiva di Serraj come un attacco fallito. Fonti locali affermano che sono stati aperti più fronti intorno a Tarhouna, l’LNA ha condotto diversi raid aerei questa mattina sulle posizioni delle forze anti-Haftar tra Tarhouna e Suq al-Jumah dove scontri intermittenti sono ancora in corso. L’offensiva del GNA arriva dopo settimane di isolamento per la città, lasciata senza rifornimenti di carburante, senza connessione internet, elettricità ed acqua corrente, così come scarseggiano beni di prima necessità nel tentativo di scoraggiare i residenti dal sostenere l’esercito libico. Lo stesso trattamento viene riservato agli abitanti di Bani Walid.

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