Moussa Ibrahim: “Siamo contrari alla Conferenza di Berlino, è il gioco del caos”

Di Vanessa Tomassini.

Berlino – Tunisi, 19 gennaio 2019. Mentre vanno avanti proprio in queste ore i colloqui tra il premier del Governo libico di Accordo Nazionale, Fayez al-Serraj, e il comandante in capo del Libyan National Army (LNA), Khalifa Haftar, con i capi di Stato e di Governo che li sostengono, abbiamo raggiunto Moussa Ibrahim, politico libico nominato Ministro dell’Informazione nel marzo 2011 da Muammar Gheddafi e portavoce delle forze pro-Gheddafi durante la guerra civile del 2011.

Comment of Moussa Ibrahim, Gaddafi Government Spokenperson in 2011, to Speciale Libia in occasion of the Berlin Conference on Libya (ENG)

“Noi in Libia siamo contrari alla Conferenza di Berlino, perchè crediamo che sia solamente un gioco che l’Occidente sta portando avanti per prolungare la crisi in Libia. L’occidente fa sempre lo stesso gioco, introducendo il caos nel Paese attraverso l’invasione militare o le sanzioni economiche, o attraverso le pressioni politiche, o approfittando del conflitto religioso e tribale. L’occidente ha lavorato per anni per gestire questa crisi per salvare la sua agenda, di egemonia politica e sfruttamento economico. Potete pensare a quello che è accaduto in Iraq, Siria, Somalia, Venezuela e in Libia. E’ lo stesso gioco ovunque. Lo abbiamo chiamato il gioco del caos: introdurre il caos e gestire il caos”. Ha detto Moussa Ibrahim.

Il portavoce del Governo Gheddafi nel 2011 ha aggiunto che “La Conferenza di Berlino non è altro che una tecnica di gestione del caos. L’occidente ha avuto molte altre conferenze negli ultimi anni, in Cairo, in Palermo, a Ginevra, a Skhirat in Marocco. In queste occasioni l’occidente ha sempre proposto democrazia, diritti umani, pace, stabilità, sviluppo economico, ma non le hanno mai consegnate perchè il caos e la fragilità della Libia è ciò che l’occidente vuole. Perchè quando la Libia è debole allora l’occidente può depredare la sua ricchezza nazionale, cioè il gasolio. Può essere sicuro che la Libia non si solleverà mai contro i piani dell’occidente, come ha fatto Gheddafi e il suo Governo per decenni. Può essere sicuro che la liberazione delle correnti come il panifranismo, il panarabismo, che stavano fiorendo sotto Gheddafi per decenni, queste culture non accadranno più in Libia. Quindi l’occidente potrà usare la Libia per estendere la sua influenza nella regione nordafricana, nel bacino mediterraneo, nonchè nella regione africana, considerando che la Libia ha grandi influenze nella profondità del Continente africano”.

Moussa Ibrahim ha sottolineato inoltre, durante il nostro incontro, che “noi del Movimento verde di Resistenza in Libia non saremo soddisfati con questo gioco. La Conferenza di Berlino è solo un altro step in questa direzione caotica. Noi crediamo che la soluzione debba essere intra libica e condotta sul suolo libico, sotto la supervisione dell’Unione Africana perchè noi siamo africani e l’Unione Africana non ha queste agende imperialiste per la Libia. Noi crediamo che localmente in Libia ci sono istituzioni credibili che possono garantire una soluzione come il Libyan National Army, che ha già liberato la maggior parte del territorio libico e la Conferenza tribale che include la maggioranza delle tribù e delle città libiche. Noi abbiamo inoltre un grande numero di politici, la cui maggioranza è d’accordo sui termini di base della negoziazione e del dialogo. L’occidente sa che una soluzione interna è possibile ed ecco perchè sta cercando di prevenirla, prolungando la crisi intervenendo a Tripoli affinchè le milizie islamiste sopravvivvano all’attacco dell’esercito libico ed inventando queste conferenze per allontanare la soluzione e per fare in modo che le cosidette soluzioni arrivino dall’esterno. Noi, cara Vanessa, stiamo resistendo alla Conferenza di Berlino e rifiutiamo qualsiasi soluzione proposta, in quanto non sono proposte genuine e non rappresentano la volontà, le spirazioni e i bisogni del popolo libico”.

Per quanto concerne il ruolo dell’Italia, Moussa Ibrahim, ha dichiarato: “L’Italia è un’altra potenza europea in cerca della ricchezza nazionale libica, in cerca di influenza politica in Libia, e in cerca di competizione con altre potenze europee nell’area del Mediterraneo, inclusi il gas e la questione migratoria nel Mediterraneo. L’Italia ha deciso di stare, e questo è importante che il popolo italiano sappia, con le milizie islamiste, i terroristi veri, che terrorizzano il mondo, gli europei, ovunque, in qualsiasi città e continente e in Europa stessa. Perchè questo è il lato che stava perdendo la battaglia”.

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