Negoziati a Mosca rischiano di fallire, Haftar prende tempo

Di Vanessa Tomassini.

Moltissime le indiscrezioni trapelate fin da questa mattina sui media nazionali ed internazionali, circa i negoziati tra il presidente del Governo libico di Accordo Nazionale (GNA), Fayez al-Serraj, ed il feldmaresciallo Khalifa Haftar, comandante in capo all’esercito nazionale libico (LNA). Il primo commento ufficiale è arrivato dal ministro degli Esteri russo Serjey Lavrov che ha spiegato parlando alla stampa che il comandante delle forze armate Haftar ha chiesto l’aggiunta di alcuni elementi al documento di cessate il fuoco prima di firmarlo.

Lavrov, in conferenza stampa col suo omologo turco Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato che il feldmaresciallo Haftar ha chiesto tempo fino a domani mattina per firmare l’accordo di cessate il fuoco proposto, mentre Serraj ha già firmato. “Il documento messo a punto dalla Russia e dalla Turchia è buono e equilibrato e noi lo abbiamo firmato. Ma Haftar non accetta il testo”. Ha dichiarato all’Ansa l’ambasciatore libico presso l’Ue, Hafed Gaddur, che fa parte della delegazione del GNA a Mosca. “Ora Haftar ha preso tempo fino a domani mattina, se non firma tutto il mondo saprà chi non vuole la pace in Libia”, ha aggiunto Gaddur spiegando che la delegazione di Tripoli sta lasciando Mosca. Il documento, ha confermato Gaddur, è stato firmato da Fayez al-Sarraj e dal presidente dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled al-Meshri. Mentre Haftar e il presidente della Camera dei Rappresentanti, Agila Salah, hanno preso tempo fino a domattina.

Cavusoglu ha poi citato gli sforzi russo-turchi iniziati l’8 gennaio chiedendo un cessate il fuoco e una tregua, entrati in vigore nella notte tra sabato e domenica, che sembrano reggere sebbene entrambe le parti continuano a denunciare violazioni da parte della fazione opposta. Il documento, di cui non si conosce ancora il testo completo, include le richieste espresse dalle due parti, che come anticipato dal capo del gruppo di contatto russo stamattina, non si sono incontrate, ma hanno lavorato con le loro controparti russe e turche per raggiungere un compromesso.

Per l’LNA e la Camera dei Rappresentanti i punti di disaccordo sarebbero principalmente due: il ritiro delle truppe e il ritorno alle posizioni precedenti al 4 aprile, nonchè la creazione di un gruppo composto da 5 Paesi + 5, che avrebbe il compito di monitorare il rispetto del cessate il fuoco, di identificare ed eliminare i gruppi terroristici. Secondo il portavoce della Camera, il presidente Aguila Salah ed Haftar hanno aderito ai principi nazionali e alle questioni importanti, che includono il processo per liberare Tripoli da terrorismo e milizie che tengono in ostaggio la decisione politica. Per tanto anche se venisse raggiunto un accordo, la sua attuazione non è possibile senza che le milizie consegnino le loro armi all’esercito.

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