Bengasi. Le dimissioni del direttore di Benina non possono essere accettate

Di Ali Ahmed.

L’Autorità aeroportuale di Al-Beida, nell’est della Libia, ha respinto le dimissioni presentate dal direttore generale dell’aeroporto di Bengasi, Bennina International Airport, Abdullah Hemad Al-Shafi. Secondo i media locali il direttore dell’aeroporto si sarebbe dimesso a causa delle sue condizioni di salute che gli impedirebbero di continuare a svolgere il proprio incarico. La notizia arriva tuttavia in concomitanza all’interruzione dei lavori di ampliamento del terminal passeggeri, finanziati dalla Banca del commercio e dello sviluppo, motivata con la crisi finanziaria.

Lunedì il Ministero dei Trasporti del Governo ad Interim ha dichiarato in una nota di aver rigettato le dimissioni di al-Shafi, chiedendogli di proseguire il suo lavoro, considerata la saggia gestione dello scalo negli anni precedenti. Il Ministero ha riconosciuto l’importante contributo del direttore nei progressi e nella conservazione dell’aeroporto durante gli anni bui in cui Bengasi era occupata dai jihadisti, prima di essere liberata dal Libyan National Army (LNA). L’Autorità aereoportuale ha sottolineato di seguire da vicino tutti i problemi dello scalo, cercando di adottare misure che facilitino il lavoro dei gestori.

Va detto che lo stop ai lavori di ampliamento del terminal passeggeri è arrivato dopo oltre un mese dagli accordi presi tra la Banca commerciale ed il Governo ad Interim, guidato dal Primo Ministro Abdullah al-Thini. Una dichiarazione rilasciata dal personale della direzione dell’aeroporto afferma che Abdullah Hemad Al-Shafi si è dimesso “a causa della mancanza di risorse e di serietà nel supportare l’aeroporto, nonchè per la mancanza di soluzioni ai problemi all’interno dello scalo, riguardanti la sicurezza, nonostante la corrispondenza e numerose proposte presentate dal gestore”.

La dichiarazione ha sottolineato che tra le ragioni delle dimissioni resta il fatto che il Governo ad Interim non ha mantenuto le sue promesse di sostenere l’aeroporto, per la mancanza di pagamenti a società che hanno effettuato lavori di costruzione e manutenzione all’interno dello scalo, nonché per non aver consultato la direzione del Benina International Airport prima e durante gli accordi con la Banca commerciale e di sviluppo che avrebbe finanziato i lavori. In un sit-in, i dipendenti hanno chiesto il sostegno delle istituzioni nella gestione dello scalo secondo gli standard internazionali e sotto tutti gli aspetti, minacciando la sospensione del traffico aereo qualora le loro domande rimarranno inascoltate.

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