Migranti, spunta il decreto di Serraj contro le ONG

Di Vanessa Tomassini.

Arci Immigrazione ha pubblicato oggi un decreto emesso dal Consiglio presidenziale del Governo di Accordo Nazionale (GNA) datato il 14 settembre 2019, con il quale il premier Fayez al-Serraj intende disciplinare il lavoro delle organizzazioni non governative (ONG) in acque libiche.

La decisione del premier, teoricamente già in vigore considerando l’effetto immediato del decreto, prevede che le ONG interessate a collaborare nella ricerca e salvataggio marittimo dei migranti devono presentare una preventiva domanda di autorizzazione alle autorità libiche a cui sono obbligate a fornire periodicamente tutte le informazioni necessarie, anche tecniche relative al loro intervento. La decisione afferma che le ONG dovranno lavorare sotto il principio di collaborazione e supporto, non bloccare le operazioni di ricerca e salvataggio marittimo esercitato dalle autorità autorizzate dentro l’area e lasciare la precedenza d’intervento.

La Guardia Costiera libica inoltre sarà autorizzata a salire a bordo delle unità marittime ad ogni richiesta e per tutto il tempo valutato necessario, per motivi legali e di sicurezza, senza compromettere l’attività umana e professionale di competenza del paese di cui la nave porta la bandiera. Mentre alle Ong viene richiesto di non mandare alcuna comunicazione o segnale di luce che potrebbe facilitare l’arrivo d’imbarcazioni clandestine verso di loro. La decisione prevede che tutte le navi che violeranno le disposizioni del presente regolamento verranno condotte al porto libico più vicino e sequestrate, perdendo il diritto di ricevere più alcuna autorizzazione.

Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, ha fatto notare che la decisione di Serraj ricorda il decreto Minniti in quanto come quello dell’ex ministro mira ad ostacolare e criminalizzare i salvataggi in mare. Miraglia ha definito inoltre “illegittimo” il decreto perchè secondo Arci è stato emanato non da uno stato sovrano, ma da una delle parti in causa nella guerra civile in atto.

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