Immigrazione e confini Sud della Libia. Pashagha incontra Lamorgese

Di Vanessa Tomassini.

Il ministro degli Interni del Governo libico di Accordo Nazionale, Fathi Pashaga, accompagnato dagli ambasciatori presso l’Unione europea e presso la Repubblica italiana, dal capo dell’Agenzia anti-immigrazione illegale, dal direttore del dipartimento delle relazioni e della cooperazione internazionale ed alcuni funzionari del Ministero degli Interni libico, è giunto mercoledì a Roma per un incontro con il suo omologo italiano, Luciana Lamorgese, per discutere del fenomeno dell’immigrazione clandestina.

Secondo una nota del Ministero di Tripoli, all’inizio dell’incontro Lamorgese ha elogiato gli sforzi del collega libico per quanto riguarda la lotta all’immigrazione clandestina, affermando che l’Italia è pienamente consapevole delle difficoltà incontrate dalla Libia nell’affrontare il fenomeno, che sta combattendo da sola. Il nuovo capo del Viminale ha affermato che l’Italia sosterrà la Libia fornendole alcuni strumenti tecnici, attrezzature e mezzi e che l’azione congiunta dovrebbe avvenire a più livelli, aggiungendo inoltre che l’Unione Europea dovrebbe contribuire a questo lavoro, aiutando la Libia in questo senso.

Lamorgese ha sottolineato che la situazione della sicurezza in Siria potrebbe spingere alcune organizzazioni terroristiche ad arrivare in Libia e ciò potrebbe riflettersi sulla situazione della sicurezza nel suo insieme, confermando i timori espressi dalle autorità orientali. Ha sottolineato che la Comunità internazionale dovrebbe occuparsi di questo problema, rivelando che l’Italia sta preparando corsi di formazione per gli elementi libici impegnati in questo campo, come già avvenuto in passato quando nel 2017 a Cava di Mineo fu invitato il noto trafficante Abd al-Rahman al-Milad detto Bija.

Secondo la nota, il Ministro degli Interni di al-Wefaq, Fathi Pashaga, ha dichiarato che la questione dell’immigrazione clandestina è un fascicolo molto delicato e la discussione sulla cooperazione in materia di sicurezza tra le parti libica e italiana deve sviluppare misure efficaci e programmi chiari, nonché accordi di sicurezza in particolare. Pashaga ha sottolineato che nonostante le difficoltà incontrate dalla Libia, nella fattispecie dalla capitale Tripoli, a causa del tentativo del Libyan National Army (LNA) di attaccare la capitale, il Ministero sta ancora compiendo sforzi per trovare soluzioni a questo problema, continuando ad essere positivi nell’affrontare il fenomeno.

Pashaga ha invitato l’Italia ad esercitare pressioni sull’UE, perchè la mancanza di mezzi e risorse ha causato per i libici un grosso problema al riguardo. Ha ricordato che la questione dell’immigrazione incide sulla sicurezza nazionale e sulla dignità umana e deve essere affrontata in modo civile, precisando che i progetti di reinsediamento in Libia sono inaccettabili nella forma e nell’oggetto. Ha ribadito la necessità di passaggi pratici e specifici, affermando che il suo Ministero non vuole usare questo file per scopi politici come è accaduto fino ad oggi.

“Dobbiamo avere gli strumenti e i mezzi tecnici per combattere questo fenomeno”. Ha detto Pashagha, affermando che alcuni progetti devono essere istituiti nel sud della Libia, per poi definire tali programmi nei paesi di origine, aggiungendo che alcune organizzazioni non governative starebbero lavorando a questo proposito. Il Ministro ha poi proposto la formazione di un comitato di specialisti in entrambi i Paesi per discutere i passi e i programmi da intraprendere.

Oltre alle organizzazioni non governative ad essere maggiormente interessata a questo tipo di progetti nel sud della Libia è la compagnia italiana Leonardo, che già 8 mesi fa aveva ricevuto il ministro Pashagha a Roma. Come si legge in questa lettera firmata dal maggior generale Nuri Almarimy Sharata, capo delle guardie di frontiera e dell’autorità dei target vitali, datata il 27 dicembre 2018, ed indirizzata a Luigi Papoff di Leonardo s.p.a., la compagnia italiana avrebbe inviato “diverse lettere precedenti” riguardo un progetto di sicurezza dei confini della Libia meridionale, sfortunatamente oggi sotto il controllo seppur parziale del Libyan National Army (LNA) del maresciallo Khalifa Haftar.

La lettera fa particolare riferimento ad una richiesta del 31 ottobre 2017 indirizzata da Leonardo al Ministro della Difesa, con cui afferma di voler riprendere il progetto della ex Selex Sistemi integrati s.p.a.. Un meeting sarebbe stato organizzato a Tripoli il 1mo Novembre 2017, durante il quale le parti libiche avrebbero espresso il desiderio di riprendere questi progetti il prima possibile. Il maggior Nuri Sharata ha poi ricordato a Leonardo che le guardie di frontiera sono le uniche legittime in Libia autorizzate al controllo dei confini.

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