Haftar: “potremmo prendere Tripoli in due giorni, nessun ostacolo a Saif al-Islam”

Di Ali Ahmed.

Il comandante generale del Libyan National Army (LNA), il feldmaresciallo Khalifa Haftar, ha affermato che le forze armate potrebbero porre fine alla battaglia di Tripoli in proprio favore in soli due giorni. Ha spiegato che, fino ad oggi, ha voluto evitare un attacco pianificato con armi pesanti ed ha chiesto ai due comandanti degli assi a sud di Tripoli di non mobilitare tutte le forze, ma di procedere con moderazione per salvaguardare i civili e le proprietà pubbliche e private.

Il feldmaresciallo Haftar, ha ribadito che l’obiettivo principale della guerra a Tripoli è liberarla dalla brutalità delle milizie armate che da anni tengono ostaggio la popolazione, oltre ad essere responsabili di crimini efferati devastando la capitale di tutti i libici. “Mettiamo la sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture al di sopra di tutto, perché lo scopo di queste operazioni è di liberare la capitale e non di distruggerla o di entrarvi ad ogni costo”. Ha spiegato Haftar ai microfoni di Sputnik, aggiungendo che non esiste alcuna mediazione, alcun dialogo, con il Governo di Accordo Nazionale (Al-Wefaq) nè a livello locale, nè sul piano internazionale.

Per quanto concerne l’arresto di due cittadini russi a Tripoli, Haftar ha affermato che gli arresti sono senza dubbio un crimine sotto tutti i punti di vista, “sono emblematici della mancanza della legge e del degrado della situazione della sicurezza, nonché del vuoto di potere”. Ha sottolineato che la Russia aderisce al principio di non interferenza negli affari interni di altri Paesi e che finora la questione libica non ha avuto ripercussioni sulla sua sicurezza nazionale.

Se l’Italia è preoccupata per la perdita di vantaggi in ambito petrolifero in caso di vittoria del LNA, Haftar ha detto che “l’esercito in precedenza non era mai intervenuto nel funzionamento del settore petrolifero relativamente alla gestione della produzione, contratti ed altre questioni simili”, asserendo che il ruolo dell’esercito è quello di proteggere i giacimenti petroliferi, i porti e le strutture petrolifere.

Sulla possibilità della sua candidatura alle elezioni Haftar ha detto che la questione non è una sua preoccupazione per il momento, sottolineando che che il completamento delle operazioni militari non significa che l’atmosfera sarà immediatamente favorevole alle elezioni. “Ci sono molti diritti che devono essere raggiunti per le elezioni e per la costituzione permanente. Le elezioni non possono essere tenute se non viene raggiunta sicurezza e stabilità”. Circa la partecipazione del figlio di Gheddafi, Saif al-Islam, alle elezioni, infine, Haftar ha affermato che ha tutto il diritto di candidarsi se soddisfa le condizioni legali perché è un cittadino libico, sottolineando che non si oppone a nessun candidato che si consideri competente nel guidare il Paese.

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