Giovani a Tripoli chiedono giustizia per Rashid Bakoush ucciso in strada

Di Vanessa Tomassini.

Dopo la notizia della consegna dell’assassino di Rashid Bakoush, il giovane freddato da un colpo di pistola alla testa in pieno giorno a Tripoli, il 4 ottobre, i suoi amici del quartiere al-Serraj hanno creato una pagina Facebook intitolata “Noi siamo Rashid Bakoush”, organizzando sit-in e manisfestazioni in tutta Tripoli per chiedere verità e giustizia.

Se il ministro degli Interni, Fathi Pashagha, ha assicurato che i responsabili dell’omicidio verranno perseguiti con severità, i giovani libici chiedono che le informazioni sul caso siano di dominio pubblico, così come gli sviluppi della vicenda, perchè la rabbia per la perdita del loro concittadino poco più che diciannovenne è troppa.

La pagina Facebook “Noi siamo Rashid Bakoush”

Nel frattempo, il padre del giovane che ha sparato ha detto in un post su Facebook che suo figlio riceverà la giusta pena secondo la legge, dopo averlo consegnato alle autorità di sicurezza di Zawiya e, loro tramite, alla Sicurezza Centrale di Janzour. I giovani sono preoccupati che, approfittando del caos libico e in assenza di un sistema giudiziario serio, come spesso accade, il responsabile possa rimanere impunito. L’evento, ripreso da alcune telecamere sulla strada e finito in rete, aveva lasciato tutti scoinvolti per la crudeltà e la naturalezza con cui esso si è consumato, come se uccidere per far valere le proprie ragioni, in Libia, sia diventato normale.

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