Tripoli. Giornalisti ed attivisti libici rivendicano libertà di espressione

Di Vanessa Tomassini.

Una dichiarazione firmata da rappresentanti della stampa, influencers ed attivisti libici denuncia e condanna in maniera ferma l’arresto arbitrario e la sparizione forzata in Libia. Il documento, ricevuto da Speciale Libia, redatto da una ventina di giornalisti, studenti, professori ed attivisti della società civile invita i gruppi armati nella capitale Tripoli ad abbandonare la filosofia “o con me o contro di me” che ha portato a diversi casi di arresto, tortura ed uccisione di operatori dei media e della stampa.

La nota arriva dopo che il Centro libico per la libertà di stampa ha confermato lunedì che un cameraman di un canale televisivo locale è stato arrestato nella capitale Tripoli. “Il cineoperatore Siddiq Al-Dokali, che lavora per il canale televisivo libico Lekol al-Ahrar, è stato arbitrariamente arrestato nella capitale Tripoli da agenti di sicurezza”, ha annunciato il centro in un comunicato. Secondo nostre fonti, Al-Dokali è stato arrestato a seguito di una discussione verbale con funzionari della sicurezza dell’ufficio del primo ministro Fayez al-Serraj appoggiato dall’ONU.

Al-Dokali si trova al momento in un luogo sconosciuto. Il centro ha chiesto al primo ministro di “intervenire per liberare Al-Dokali immediatamente e incondizionatamente”. Nel suo ultimo rapporto annuale, il centro ha documentato 88 casi di attacchi contro giornalisti e operatori dei media in tutta la Libia.

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